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Architettura, le linee sinuose di Mario Bellini
ARCHITETTURA

Architettura, le linee sinuose di Mario Bellini

L’architetto italiano vincitore del concorso per la progettazione della nuova biblioteca a Torino e presente alla Biennale

Vedi Aggiornamento del 03/01/2005
08/11/2002 –Torino. Il progetto di Mario Bellini, vincitore del concorso indetto dal Comune di Torino per la progettazione di una nuova biblioteca pubblica è stato tra le opere protagoniste in mostra alla Biennale di Venezia. Particolarmente apprezzato il particolare in scala 1:1 della innovativa facciata in doppia parete di vetro percorribile all'interno che rappresenta l'elemento unificatore e caratterizzante dell'intero oggetto architettonico. La biblioteca sorgerà in prossimità di un grande parco, sul sito di un vecchio complesso industriale e sono questi gli elementi che regolano alcune scelte fondamentali del progetto. La decisione di orientare la biblioteca lungo il lato nord del lotto, è suggerita dal desiderio di godere non solo dell'affaccio totale sul parco, ma sopprattutto di una ideale illuminazione indiretta, ottenuta attraverso l'utilizzo di pareti di vetro adiabatico trasparente, che contribuiscono, altresì, a denunciare il flusso verticale e orizzontale segnato dal movimento delle persone presenti nelle diverse sale. Il fatto che la Biblioteca si trovi sul sito di un vecchio complesso inustriale determina la tipologia a doppia corte disegnata sui tracciati del complesso di cui si vuole mantenere anche l'impianto non solo in facciata; di qui la presenza dell'atrio galleria che corre lungo l'asse del precedente complesso e si pone come un forte elemento ordinatore e connettivo. L'atrio infatti rappresenta l'anello di congiunzione tra memoria e modernità: separa il luogo teatrale della biblioteca, e, allo stesso tempo, connette tutte le funzioni del centro culturale rapportandole con la città. Il complesso presenta quindi due diversi affacci che contribuiscono a regolare la geometria delle facciate: lungo il lato della galleria, una leggera superficie tecnologica si confronta con la solida facciata storica dell'edificio industriale contro cui si staglia il portone di ingresso al teatro, sul lato opposto la facciata si modella seguendo linee sinuose con l'intento quasi di permettere alla luce e al Parco di penetrare nell'edificio. La geometria della biblioteca risulta composta da quattro piani con profili ricurvi che degradano verso l'alto a formare delle terrazze che si affacciano, si confrontano e si completano con il grande parco. Il movimento armonioso della sagoma dei solai del corpo principale culmina in un volume troncoconico capovolto che costituisce una torre di sei piani, l'ultimo dei quali è il Belvedere, completamente vetrato. Il Teatro è incastonato in un forte isolato generato dall'edificio industriale di cui si raccomanda la sostanziale conservazione ed è alleggerito da due corti in continuità con l'Atrio-Galleria attorno alle quali sono organizzate le altre funzioni che partecipano alla vita del centro, il Ristorante self-service, le attività commerciali, gli istituti stranieri di cultura, e gli uffici della Biblioteca. I sistemi di collegamento verticale del Foyer conducono anche al Teatro all'aperto, che viene collocato sulla copertura del Teatro stesso.
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