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Ara Pacis: ancora posizioni contrastanti
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Ara Pacis: ancora posizioni contrastanti

di Giusy Ottonelli

Sembra non trovar pace l’affannosa vicenda del padiglione di Morpurgo

21/03/2003 –Roma. Durante la visita al cantiere, avvenuta circa 10 giorni fa, è stata sottoposta a Meier l’idea di realizzare un sottopasso per l’Ara Pacis: l’intervento dovrebbe riosolvere due grandi problemi del Museo progettato dall’architetto americano: il pesante traffico sul Lungotevere e la mancanza di prospettiva sul fiume. Inoltre il sottopasso permetterebbe la realizzazione di una terrazza sul Tevere. Ma che fine fa il Porto di Ripetta? L’idea di valorizzare questa zona è un sogno caro al ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, che all’inaugurazione della mostra “Maestà di Roma” ha parlato proprio di nuovi scavi e sottopassi. “Ci siamo presi l’impegno formale di fare una proposta di fattibilità che, se sarà condivisa da tutti gli organi competenti, si trasformerà in un project financing destinato a passare in giunta come opera di interesse pubblico” ha affermato Fabrizio di Amato, titolare dell’impresa che ha vinto la gara per la realizzazione del Museo, all’indomani della presentazione alle sovrintendenze del progetto di massima. Ma anche questa proposta sembra non avere ancora alcun fondamento sicuro. Il professor Antonio Tamburino, autore di un progetto alternativo a quello di Meier, si è detto sconcertato di fronte all’ipotesi di creare un sottopasso per l’Ara Pacis: “Meier ha dimostrato di non conoscere Roma” ha affermato sottolineando che se non si demoliscono muraglioni e ponte, il porto di Augusto resterà seppellito per sempre e, anzi, il sottovia creerà problemi incrociando il condotto fognario che passa sotto via Tomacelli. L’alternativa proposta da Tamburino è quella di spostare l’Ara Pacis di fronte al Parlamento e riportare in superficie il porto di Ripetta. A questo punto risulta interessante analizzare la posizione dell’urbanista Leonardo Benevolo: “Penserei prima a risistemare l’intera piazza, senza farsi prendere dalla fretta per l’Ara Pacis, altrimenti potremmo compromettere per sempre l’equilibrio della piazza. Primo, andrebbe eliminato il Lungotevere, una vera autostrada nel centro di Roma, che inquina ed è sempre ingorgata. Poi andrebbe tolto il muraglione che ha tolto sfogo alle acque sotterranee, creando problemi di stabilità a Campo Marzio. Tamburino ha ragione sul condotto fognario, ma sbaglia sul trasloco dell’Ara Pacis. Meier dovrebbe limitarsi a disegnare una piccola teca trasparente, senza più mega progetti, musei e quant’altro.” Il soprintendente statale, Roberto Di Paola, sembra aver placato gli animi, affermando che non ci sarà alcuna muraglia a nascondere alla vista le due chiese della piazza, e che l’idea del sottovia è solo una proposta della ditta costruttrice e assicura che verrà guardata attentamente. La Rocca, soprintendente comunale, risulta molto più fermo sulla sua posizione: “ Non c’è nessuna muraglia, si lanciano allarmi basati su una vecchia proposta di Meier già bocciata. Il progetto approvato nelle conferenze dei servizi è diverso. Se il sottopasso si farà, e quella è una proposta fatta da una società vicina alla ditta che sta facendo i lavori, ovviamente sarà fatto su un livello diverso da quello del condotto fognario.” Però, dall’altro lato, distrugge anche le illusioni di Tamburino sulla possibilità di riportare alla luce il vecchio porto di Augusto: “ Posso garantire al ministro che il porto di Ripetta rimarrà coperto, il sottopassino verrebbe fatto dov’era prima il letto del Tevere e lì non c’è nulla. I romani devono sapere che il porto di Augusto non l’abbiamo trovato, sono emersi dei metri di muro, tagliati dalle fondazioni rinascimentali dell’isolato. Abbiamo fatto le fondazioni a platea, con una gettata di cemento e non coi pali, perché scavando si sarebbero potuti creare problemi a ipotetiche strutture. Quei muretti sono stati disegnati, ricoperti con terra e sigillati sotto le fondazioni. Così in un futuro ci si potrà anche tornare.”
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