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Al via le nuove norme per la prevenzione sismica e aggiornamento della mappa delle zone a rischio
LAVORI PUBBLICI

Al via le nuove norme per la prevenzione sismica e aggiornamento della mappa delle zone a rischio

di Daniela Colonna

Pubblicata su Gazzetta Ufficiale l'ordinanza che introduce l'Eurocodice 8

09/05/2003 - Pubblicata su Gazzetta Ufficiale dell'8 maggio 2003 l'ordiananza relativa ai "Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica". Il provvedimento, predisposto in accordo con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e con la Conferenza dei Presidenti delle Regioni, ha come obiettivo la riduzione del rischio sismico su tutto il territorio nazionale. La nuova normativa, come spiega la Protezione civile, è transitoria "in vista di una disciplina organica della materia, che verrà a colmare un vuoto di iniziative che si trascinava, ormai, da molti anni". In base all'ordinanza, entro un termine di cinque anni verrà realizzata la verifica della sicurezza di tutti gli edifici e delle opere infrastrutturali in funzione sia della pericolosità sismica della zona nella quale ricadono, sia del rilievo fondamentale che rivestono per le finalità di protezione civile, sia dell'esposizione al rischio di collassi con conseguenze rilevanti. L'ordinanza contiene la riclassificazione delle zone a rischio sismico. L'aggiornamento della mappa, che era stata completata nel 1984 per mezzo dei decreti del ministero dei lavori pubblici, è stato elaborato anche sulla base della classificazione stilata dal consiglio sismico nazionale nel 1997. Quindi dopo quasi venti anni dalla precedente classificazione la mappa nazionale viene integrata e aggiornata anche in considerazione degli ultimi eventi calamitosi che si sono succeduti nelle regioni italiane. A livello europeo invece sono state elaborate nuove norme per la costruzione in zone a rischio sismico che hanno lo scopo di garantire alle nuove costruzioni maggiore sicurezza e stabilità. E’ previsto, per garantire la sicurezza, che le nuove regole per la progettazione siano applicate dopo un periodo di 18 mesi di transizione, che vengano istituiti e iniziati i piani di formazione professionale, che siano individuati entro sei mesi tutte le strutture di interesse e utilità pubblica come scuole, ospedali, municipi, caserme, ecc. che sono situate in zone considerate a rischio sismico e che siano entro cinque anni messi in sicurezza. Inoltre è previsto, sempre allo scopo di garantire la reale utilità della legge, che le Regioni possano modificare con ampia discrezionalità la classificazione sismica dei comuni. L’ordinanza appena pubblicata è sulla linea di tendenza già tracciata in questo settore dal decreto legislativo 112/1998 che attribuisce allo Stato il compito di fissare i criteri generali per la redazione della mappa sismica e delle norme tecniche di progettazione e alle Regioni il compito di individuare nell’ambito del proprio territorio le zone a rischio e di aggiornare l’elenco. La novità della nuova mappa sismica sta nel fatto che tutto il territorio nazionale viene considerato includendo nell’ambito della zona 4 tutti quei territori che sono stati esclusi sino ad oggi da ogni classificazione sismica. L’ordinanza rimane comunque il primo passo della nuova disciplina poiché è previsto che entro un anno lo Stato fornisca la reale indicazione delle zone sismiche del territorio italiano elaborate a seguito dell’applicazione dei nuovi criteri. L’ordinanza si occupa anche del recepimento dell’Eurocodice 8 ossia delle norme europee sulla progettazione antisismica di edifici, ponti e fondazioni. Questo significa che i tecnici dovranno abbandonare ben presto il tradizionale sistema di calcolo basato sulle tensioni ammissibili per applicare quello degli stati limite. Naturalmente poiché tutta la procedura diventa più difficile e i controlli più rigorosi si riterranno necessari piani di formazione a cura della Protezione Civile, Regioni e Ordini professionali. Per quanto concerne la prossima applicazione delle nuove norme, è previsto che siano esclusi dall’applicazione i lavori già iniziati, le opere già appaltate al 20 marzo 2003 e i lavori già iniziati per la ricostruzione degli edifici danneggiati dal terremoto in Umbria e Marche relativamente ai progetti già approvati al 20 marzo. Per tutto il resto le nuove norme diventano obbligatorie tra 18 mesi. Vedi il testo pubblicato su GU; Ordinanza 20/03/2003 n. 3274 Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica. (Gazzetta ufficiale 08/05/2003 n. 105) vedi di seguito anche il decreto legislativo 112/1998; Decreto Legislativo 31/03/1998 n. 112 Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n.59. (Suppl. ordinario G.U. 21/04/1998 n. 77) vedi la nota esplicativa del servizio sismico nazionale Servizio Sismico Nazionale - Nota esplicativa dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 recante "Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica. (Gazzetta ufficiale 08/05/2003 n. 105) vedi anche la classificazione delle zone sismiche classificazione zone sismiche
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