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Al via la ricostruzione in Iraq
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Al via la ricostruzione in Iraq

Dopo l’abolizione dell’embargo

04/06/2003 - La ricostruzione dell'Iraq è un evento di sicuro interesse anche per le imprese italiane. Edilportale ha deciso di supportare in prima linea le aziende che sono interessate ad opportunità di lavoro in tale area del medio oriente, raccogliendo aggiornamenti e pareri degli esperti in appalti internazionali. Abbiamo chiesto all'Avv. Di Siena, da anni impegnato sul fronte dell'assistenza e accompagnamento delle aziende italiane operanti all'estero, un parere sulla situazione attuale in Iraq. “Gli Stati Uniti, di loro iniziativa, hanno già aggiudicato opere di ricostruzione a favore di imprese americane; peraltro è data possibilità alle imprese italiane di operare come subappaltatori. In tal caso occorre che le imprese italiane si rivolgano direttamente agli aggiudicatari per proporre la propria attività di subappaltatori.” Condizione necessaria perchè gli Organismi internazionali potessero pianificare e programmare un intervento ricostruttivo in Iraq – secondo Di Siena - era l’abolizione delle sanzioni contro l’Iraq, emanate dalle Nazioni Unite in occasione dell'Invasione del Kuwait. “Con Risoluzione del 22.5.03 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha abolito le sanzioni economiche contro l'Iraq in vigore dal 1990 (fatta eccezione per la vendita di materiale bellico) e ciò significa che presto (previ opportuni investimenti per il riattamento degli impianti) potranno riprendere a pieno regime la produzione di petrolio e la sua vendita all' estero. I relativi pagamenti saranno accreditati su un "Fondo di Sviluppo per l'Iraq", tenuto presso la Banca Centrale irachena e saranno impiegati/esborsati sotto la direzione della " Autorità" ( Stati Uniti e Gran Bretagna, definiti come " Potenze occupanti aventi i poteri, responsabilità ed obblighi previsti dal diritto internazionale”) in consultazione con l'autorità irachena ad interim: ciò fino a quando non sarà costituito dal popolo iracheno un governo rappresentativo riconosciuto internazionalmente a cui saranno devoluti tutte le responsabilità e poteri esercitati dalla "Autorità". Il 5% di tali proventi sarà destinato per l'accredito nel "Fondo di Compensazione delle Nazioni Unite" previsto per il risarcimento dei danni derivanti dalla invasione ed occupazione del Kuwait. Le restanti somme disponibili accreditate nel "Fondo di Sviluppo per l' Iraq" , saranno utilizzate, tra gli altri, per i bisogni umanitari del popolo iracheno, per la ricostruzione economica e per la riparazione delle infrastrutture. L'ONU continuerà il programma "Petrolio contro cibo" per altri sei mesi. Quanto agli aiuti internazionali per la ricostruzione dell'Iraq, la risoluzione delle N.U. espressamente ne sollecita l'intervento in tal senso da parte degli Stati membri e delle Istituzioni finanziarie internazionali.”
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