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Appalti pubblici: concorrenza a rischio secondo l’Autorità
NORMATIVA

Appalti pubblici: concorrenza a rischio secondo l’Autorità

di a cura di Sistemi Editoriali - Simone Editore

Ritardi burocratici e partecipazione pubblica riducono gli spazi di mercato. Il rischio di infiltrazioni mafiose. ANCE: urgente un serio impegno del Governo

16/07/2003 - L’Autorità per la Vigilanza sui lavori pubblici punta il dito sui ritardi burocratici nella realizzazione delle grandi opere, lanciando un forte allarme sulla "sottrazione di lavori al gioco delle libera concorrenza". "L'assegnazione al contraente generale di una sfera di libertà circa le modalità di esecuzione dei lavori" - ha sottolineato il presidente, Francesco Garri, nella Relazione al Parlamento per il 2002 - potrà "avere effetti nel funzionamento del mercato degli appalti". Per tutti i lavori, i tempi tecnici per la fase amministrativa risultano circa il doppio di quelli necessari per la realizzazione delle opere. Inoltre, è costante nella fase di costruzione il prolungamento dei tempi. Infatti il 41,8% degli interventi aggiudicati nel 2000, il 57,6% di quelli aggiudicati nel 2001 e il 47,2% di quelli avviati nel 2002 che avrebbero dovuto concludersi sono ancora tutti in corso. Il direttore generale dell'Ance, Carlo Ferroni condivide l'allarme circa il rischio di una proliferazione delle società a partecipazione pubblica che operano nell'attività di esecuzione dei lavori pubblici, definendo "urgente" un serio impegno del governo per garantire la concorrenza. Pierluigi Vigna, procuratore nazionale antimafia, ha affermato che "il rischio di infiltrazioni mafiose è in crescita", favorito da varie forme di affidamento dei lavori, come il general contractor, che aprono spazi a infiltrazioni: "il contraente generale piglia l`affidamento dell’opera e poi, a cascata, decide a chi dare i lavori". Per il presidente dell’Oice, Nicola Greco, la consuetudine delle amministrazioni pubbliche che svolgono direttamente "in house" (circa la metà delle progettazioni), costituisce un "freno al decollo del programma infrastrutturale del Governo, perché i ritardi sono dovuti soprattutto alle pastoie della pubblica amministrazione". a cura di Sistemi Editoriali - Simone Editore
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