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2003: anno piatto per l’edilizia
MERCATI

2003: anno piatto per l’edilizia

di Roberta Dragone

Grandi mercati europei in crisi, in crescita solo la Spagna

28/08/2003 – Il 2003 “anno riflessivo” per il settore, quasi identico al 2002. Il tasso di crescita si ferma allo 0,5% rispetto allo 0,6% dello scorso anno. È quanto risulta dal rapporto sulla congiuntura nei Paesi dell’Unione Europea che la Fiec – Federazione dell’industria europea delle costruzioni – ha pubblicato quest’anno. Per quanto l’investimento nei lavori pubblici (con un incremento del 3,1% in totale fra tutti i paesi) e l’attività nel recupero (con più 1,4%) abbiano contribuito a sostenere il mercato, il settore nel suo insieme non ha fatto alcun progresso. La Germania, il cui peso in Europa equivale al 24%, rimane in crisi con meno 2,5%. Lo stesso per l’Irlanda che, a parte per l’edilizia residenziale, chiude il 2003 con un meno 5,4%. In Olanda un’eccessiva attenzione nel rinnovo urbano non è stata sufficiente a recuperare la recessione negli investimenti residenziali. In Danimarca scarseggiano gli investimenti nell’edilizia strumentale e nelle opere pubbliche. Un ribasso nell’edilizia residenziale non bilanciato dall’aumento nella non residenziale e nel genio civile (in vista dei campionati di calcio del 2004) fa fare un passo indietro al Portogallo. Calma piatta anche in Francia soprattutto nelle opere pubbliche, mentre interviene la Spagna ad alzare la media. Un aumento del 3,8% negli investimenti pubblici, del 7% nelle infrastrutture e del 14,7% nell’edilizia non residenziale portano la Spagna al vertice della classifica.
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