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Accordi bonari
LAVORI PUBBLICI

Accordi bonari

di a cura di Sistemi Editoriali - Simone Editore

Autorità per la vigilanza sugli appalti pubblici, Deliberazione n. 249 del 17 settembre 2003

22/10/2003 - L’Autorità ha rilevato delle anomalie nella classificazione degli accordi bonari stipulati durante la realizzazione dei lavori, sulla base della documentazione inviata dalle stazioni appaltanti. In particolare: a) consistente superamento dei termini procedurali previsti dalla normativa; b) inizio della procedura solo dopo l’avvenuta ultimazione dei lavori; c) inversione della procedura prevista dell’art. 31 bis della L. 109/94 e dell’art. 149 DPR 554/99; d) sottoscrizione dell’accordo bonario da parte del Responsabile del Procedimento in luogo dell’organo che rappresenta la volontà dell’amministrazione; e) anomalie di carattere formale; f) anomalie che attengono al contenuto dell’accordo; g) accordi bonari stipulati a fronte di riserve, avanzate dalle imprese, per maggiori oneri conseguenti ad errori progettuali dovuti soprattutto ad una inadeguata valutazione dello stato di fatto; h) accordi bonari parziali; i) scostamento, in termini economici, non adeguatamente motivato tra la proposta avanzata dal Responsabile del Procedimento, le conclusioni indicate nella relazione riservata del Direttore dei Lavori e l’organo di collaudo e l’approvazione di detta proposta da parte della Stazione Appaltante; j) definizione della procedura, in termini di mancato accordo, operata direttamente dal Responsabile del Procedimento; k) sovrastima delle riserve; l) concessione di proroghe per l’ultimazione dei lavori. L’Autorità evidenzia le seguenti norme comportamentali cui le Stazioni Appaltanti devono attenersi, nella procedura relativa alla stipula degli accordi bonari: 1) è necessario che il Direttore dei Lavori trasmetta al responsabile del procedimento nel più breve tempo possibile la propria relazione riservata in merito; 2) il Responsabile del Procedimento deve valutare con celerità l’ammissibilità e la non manifesta infondatezza delle riserve; 3) la valutazione dell’ammissibilità e della non manifesta infondatezza delle riserve, operata dal Responsabile del Procedimento, deve essere ponderata e congruamente motivata; 4) il Responsabile del Procedimento deve, inoltre, valutare preventivamente se tra le riserve apposte dall’appaltatore ve ne siano alcune che non possano definirsi tali; 5) l’accordo bonario deve definire ogni contestazione insorta tra le parti e oggetto di riserva ed, inoltre, deve essere completo in tutte le sue parti. Al riguardo, l’Autorità ha fornito indicazioni in merito, predisponendo uno "Schema-tipo di verbale di accordo bonario", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 117 del 21 maggio 2002 Serie Generale; 6) l’accordo bonario deve essere sottoscritto dal rappresentante legale dell’appaltatore e dall’Amministrazione appaltante, e non dal Responsabile del Procedimento in luogo dell’Amministrazione; 7) la proposta del Responsabile del Procedimento, prima di essere formalizzata mediante la stipula dell’accordo, deve essere approvata, nel termine di 60 giorni dalla sua formalizzazione, dalla Stazione Appaltante che delibera in merito con provvedimento motivato; 8) il Responsabile del Procedimento, in sede di validazione del progetto esecutivo, in contraddittorio con le parti, verifica la conformità dello stesso alla normativa vigente e al documento preliminare della progettazione, accerta la completezza e l’esistenza di tutti gli elaborati (disegni, indagini, computi), nonché l’acquisizione di tutte le approvazioni ed autorizzazioni necessarie a consentire l’immediato inizio dei lavori; 9) il Responsabile del Procedimento - nel caso in cui l’impresa non si presenta ovvero non fornisce alcun apporto collaborativi - non ha la facoltà di ritenere la procedura de qua conclusa in senso negativo, bensì deve comunque, preso atto del comportamento dell’impresa, formulare all’amministrazione la proposta di soluzione bonaria della controversia; 10) la peculiarità dell’accordo bonario è quella di risolvere in maniera celere il contenzioso insorto tra le parti a seguito dell’apposizione di riserve sul registro di contabilità. Sfugge, pertanto, alle finalità di tale istituto la ricezione "ex post" di varianti non rientranti nelle casistiche indicate dall’art. 25 L. 109/94 o, comunque, eseguite in via autonoma dall’impresa ovvero senza preventiva predisposizione e approvazione della perizia di variante da parte della Stazione Appaltante. Le indicazioni contenute nella Deliberazione n. 249 sono da intendersi riferite anche alla nuova procedura disposta in merito dalla novella del 2002 (L. 166/02). Vedi la delibera; Delibera/zione 17/09/2003 n. 249 Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici - Linee guida, conformi alle norme e ai principi, necessarie per assicurare l’esercizio dell’attività di accordo bonario.
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