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Abusivismo edilizio nei parchi: la situazione è fuori controllo
NORMATIVA

Abusivismo edilizio nei parchi: la situazione è fuori controllo

di a cura di Sistemi Editoriali - Simone Editore

Nessun censimento dal 1998. Tra il 2000 e il 2003 le demolizioni hanno colpito solo il 2,4% delle costruzioni abusive

06/10/2003 - L’unico rapporto sull’abusivismo edilizio in parchi, riserve e aree protette, commissionato nel 1998 dal ministero dell’Ambiente al Noe, il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, accertò 18.402 abusi non sanabili in territorio nazionale. Da allora non ci sono stati altri censimenti nè aggiornamenti. Tra i parchi più colpiti dal fenomeno si segnalavano il Cilento (343 case fuorilegge), il Vesuvio e il Gran Sasso. Le Regioni più "abusive" erano il Lazio e la Campania che da sole ospitavano il 75 per cento degli abusi. Virtuosi risultavano il Trentino con appena 7 violazioni, la Valle d'Aosta e l'Umbria con zero illegalità edilizie. Nelle aree protette erano stati registrati 12.899 abusi, contro i 3.309 nei parchi e nelle riserve e 2.194 nel demanio. Le demolizioni hanno interessato appena il 2,4 per cento. Nell’Appia antica gli abusi ancora in piedi sono 550, mentre 188 sono le ordinanze di abbattimento da eseguire, 20 quelle portate a termine. Nel Parco del Gargano resiste ancora la roccaforte di Torre Mileto, 4 chilometri di case abusive risalenti agli anni Cinquanta. Nel Parco del Cilento, tra micro e macroabusi se ne contano circa 350. Sotto il Vesuvio, già nel 1997 gli abusi erano circa 5.000. Solo il Parco del Gran Paradiso e quello delle Dolomiti bellunesi risultano ecologicamente intatti. In Sicilia, dal 1978 ad oggi, ai 14.000 abusi costieri si aggiungono 650 costruzioni contro la legge nella Valle dei Templi. Il motivo delle mancate demolizioni è sempre lo stesso: mancanza di fondi. a cura di Sistemi Editoriali - Simone Editore
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