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Ance: una valorizzazione più facile dei beni culturali
MERCATI

Ance: una valorizzazione più facile dei beni culturali

di Roberta Dragone

Questo l’obiettivo delle proposte dei giovani imprenditori edili

11/11/2003 – In occasione del V Convegno nazionale di Postano, in provincia di Napoli, con tema “Un futuro per il nostro passato”, i giovani imprenditori edili dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) hanno presentato proposte per la valorizzazione dei beni culturali. Tra le richieste: maggiore flessibilità da parte delle soprintendenze nella valutazione del vincolo sui beni culturali; più agevolazioni fiscali per il settore del restauro. I giovani dell’Ance lamentano una eccessiva rigidità da parte delle soprintendenze nella valutazione del vincolo sui beni culturali. Una demarcazione non troppo rigida tra bene vincolato e non permetterebbe, secondo i giovani imprenditori, di promuovere un business che, peraltro, mirerebbe al miglioramento del patrimonio artistico e archeologico. Da una ricerca che il Censis ha effettuato per commissione dei giovani dell’Ance emerge che i beni valorizzabili sono ben 170mila, divisibili in sei categorie: ville e palazzi nobiliari, giardini storici, castelli, conventi, chiese e cappelle e, in ultima categoria, masserie e torri costiere. L’Istituto centrale per il restauro ha, inoltre, calcolato che esistono 52mila beni architettonici e 5mila siti archeologici. Terreno ideale, questo, per promuovere un business interessante. I giovani dell’Ance propongono un investimento di 480 milioni di euro per rimettere in funzione il 2% del patrimonio. Secondo i loro calcoli, si potrebbero rendere funzionali strutture alberghiere in grado di ospitare più di 6mila posti letto, con un ricavo annuale di circa 85 milioni di euro.
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