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Acquario di Napoli: si farà a Vigliena
LAVORI PUBBLICI

Acquario di Napoli: si farà a Vigliena

Probabile il ricorso a massicci finanziamenti privati

22/01/2004 - Sorgerà probabilmente a San Giovanni a Teduccio e sarà collegato al porto di Vigliena da una passeggiata a mare, l’acquario di Napoli. Nella fase attuale ci sono ancora tre ipotesi in ballo per la localizzazione dell’intervento: l'area dell'ex cinodromo, l’area di Bagnoli ed infine quella di San Giovanni a Teduccio, tra Vigliena e Pietrarsa; per la sua collocazione sul mare ed una maggiore vocazione turistica pare sia quest’ultima l’opzione più probabile. A breve una decisione definitiva, di comune accordo tra Comune, Regione ed autorità portuali del capoluogo campano. L’edificio, una piattaforma sul mare come quello realizzato a Genova, sarà la punta di diamante del piano di sviluppo di Napoli Est ed avrà anche la funzione catalizzare gli investimenti dei capitali privati nell’area, un vero e proprio “locomotore di sviluppo” come lo ha definito l'assessore alle Attività' produttive del Comune di Napoli, Nicola Oddati In attesa che vengano diffusi maggiori dettagli dell’operazione, circolano già le prime indiscrezioni riguardanti i progettisti, professionisti di chiara fama internazionale, contattati dall’amministrazione per disegnare l’acquario; spuntano i nomi di Santiago Calatrava, Renzo Piano, Vittorio Gregotti. Comune e Regione hanno obiettivi ambiziosi: concludere l’iter progettuale ed amministrativo entro fine anno, iniziare i lavori a gennaio 2005, inaugurare l’edificio nel 2007; costo previsto 100 milioni di euro, per i quali si punta prevalentemente al ricorso di finanziatori privati, ai quali verrà affidata anche la gestione dell’acquario. Lo studio di fattibilità stima che si possa raggiungere - a regime - un flusso di circa 350mila visitatori in più all’anno nell’area, con sensibili ricadute su tutto l’indotto, con la nascita di nuovi alberghi, cinema, musei, ristoranti, bar. Il risultato di questo ambizioso progetto è la completa opera di riqualificazione di tutto il comparto di Napoli est, bonificando i suoli (soprattutto quelli dei depositi petroliferi delle grandi compagnie americane) e valorizzandoli.
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