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A Trento si ricicla il legno per il teleriscaldamento
TECNOLOGIE

A Trento si ricicla il legno per il teleriscaldamento

di Roberta Dragone

Gli scarti delle segherie utilizzati nelle centrali a biomassa

20/02/2004 – A Val di Non, in provincia di Trento, si utilizzano gli scarti delle industrie del legno per teleriscaldare le abitazioni. Dallo scorso novembre è operativa nel centro del paese una centrale alimentata a biomassa, progettata da Bioenergy Anaunia, che produce energia termica ed elettrica. Si tratta di un’iniziativa che rientra nella politica di contenimento energetico che Trento segue da diversi anni. Nato nei paesi scandinavi, il teleriscaldamento a biomassa si è successivamente diffuso nel resto del nord Europa (Germania, Austria, Svizzera), ed ora anche in Italia. La Provincia di Trento, infatti, al fine di ridurre l’inquinamento atmosferico, intende raggiungere entro il 2010 una diminuzione del 2% delle emissioni attraverso l’utilizzo di combustibili alternativi a quelli fossili. Le fonti rinnovabili – dichiara Alberto Pieri, segretario generale della Fast (Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche) – possono ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia; è necessario, tuttavia, al fine di raggiungere l’obiettivo dell’Unione di portare la quota delle rinnovabili al 12% entro il 2010, promuovere investimenti notevoli (circa 95 miliardi di euro per il periodo compreso dal 1997 al 2010). Come risultato si avrebbero la creazione di nuovi posti di lavoro (da 500mila a 900mila), un risparmio di combustibile pari a 3 miliardi di euro ogni anno, nonché il –17,4% delle importazioni di combustibile.
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