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Torino: cantieri superano fase preliminare ma c'è il rischio di opere incomplete

di Roberta Dragone

Agenzia Torino 2006: rispettata tabella di marcia

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08/03/2004 – Inizia il conto alla rovescia per i giochi olimpici invernali del 2006. I cantieri superano la fase preliminare ed entrano nel vivo della costruzione, ma quando sarà scoccata l’ora diverse opere rischieranno di risultare incomplete. Gestire contemporaneamente 52 cantieri, di opere destinate poi a diventare preziosa eredità del territorio, non è sicuramente semplice. Mentre la lancetta scandisce il tempo che passa, l’Agenzia Torino 2006 (responsabile della costruzione di infrastrutture e impianti per le Olimpiadi) assicura che i lavori stanno rispettando la tabella di marcia. Mimmo Arcidiacono, direttore generale dell’Agenzia, dichiara: "Con 65 opere da seguire è normale che possano intervenire delle variabili problematiche, ma al momento la situazione è perfettamente sotto controllo e ci lascia anche ottimisti per il futuro". Le opere in programma sono 65: 6 stadi del ghiaccio, 10 villaggi olimpici e per giornalisti, 12 impianti di risalita, 10 impianti di innevamento artificiale, 5 piste, 4 interventi di specialità in montagna e 18 interventi stradali. Attualmente gli interventi realizzati sono nove: 4 impianti di risalita (2 a Sestriere e 2 a Cesana San Sicario), 4 piste a Sestriere, Cesana e Bardonecchia per sette specialità, ed un impianto di innevamento a Bardonecchia. Delle restanti 56 opere, 54 sono state aggiudicate, di cui 52 sono i cantieri aperti. Dallo studio di fattibilità all’apertura dei cantieri – spiega Arcidiacono - sono trascorsi 14 mesi, 28 in meno rispetto alla media nazionale. Ma ciò non ha evitato di arrivare al limite dei tempi di realizzazione. Ad ostacolare la puntualità sulla tabella di marcia hanno contribuito il ritrovamento di amianto a Cesana-Pariol, nell’aera dove era inizialmente previsto l’impianto di bob, slittino e skeleton; nonché la scoperta di bombe angloamenricane risalenti alla seconda guerra mondiale nelle aree destinate al Palahockey (ex Stadio Comunale) e all’Oval (Lingotto). Nonostante tutto, i tempi dovrebbero essere rispettati. La struttura più vicina al traguardo è il Palavela di Torino (47 milioni di euro), nella foto in alto, che dovrà essere pronto entro gennaio del 2005 per ospitare il “test event”, le gare internazionali di pattinaggio artistico e di short track. Obiettivo, restaurare l’opera degli architetti Levi ed Esquillan, che si estende su una superficie di 16mila metri quadrati per un altezza di 30 metri. Secondo in programma è l’ impianto del bob, slittino e skeleton a Cesana-Pariol (60 milioni di euro), i cui tempi di consegna saranno rispettati – assicura Arcidiacono – nonostante il ritrovamento dell’amianto. Sono previsti una pista di 1.760 metri e, come edifici di supporto, partenza maschile e femminile, partenza junior, edificio del traguardo, e ristorante. Non slitteranno nemmeno i tempi di realizzazione del Palahockey (85 milioni di euro) e dell’ Oval (60 milioni di euro), i siti dove sono stati ritrovati gli ordigni bellici. Il primo sorgerà nell’area dell’ex Stadio Comunale; un parallelepipedo in acciaio per il quale è previsto un sistema di tribune mobili e la possibilità di modificare l’assetto della quota del campo di hockey. Il secondo, che sta sorgendo nell’aera del Lingotto, ospiterà il pattinaggio di velocità sul ghiaccio. Una pista di 400 metri sarà contenuta in una superficie di 20mila metri quadrati. Effettuate già la rimozione dell’amianto e la bonifica bellica, si è nella fase di realizzazione dell’edificio principale attraverso la prefabbricazione delle strutture reticolari in acciaio. Il Palaghiaccio di corso Tazzoli (11 milioni di euro), a Torino, è destinato ad ospitare sport su ghiaccio anche dopo che saranno terminati i giochi olimpici. La struttura è caratterizzata da un lato curvilineo con muro in mattoni a vista. Nella val Pellice sorgerà, invece, il nuovo Palaghiaccio di Torre Pellice (12 milioni di euro), il cui vecchio impianto fu distrutto dalla alluvione del 2000. Durante l’evento olimpico, qui si alleneranno le squadre di hockey. Il Palasport di Pinerolo (12 milioni di euro), destinato ad ospitare le gare di curling, diventerà insieme alla struttura di Torre Pellice il polo di riferimento per la pratica dell’hockey nella zona. A Pragelato è previsto un impianto di trampolini olimpici (34 milioni di euro) e per allenamento. Ma gli interventi più rilevanti riguardano i Villaggi Olimpici (137 milioni di euro) e quelli per i giornalisti, i Villaggi Media (80 milioni di euro). I primi offriranno agli atleti, nell’area degli ex mercati generali, 2.500 posti. Saranno costruiti 35 edifici indipendenti, da 5 a 7 piani fuori terra, caratterizzati da tecnologie a basso consumo energetico. Le bonifiche del terreno sono state ultimate, mentre è in fase di costruzione la passerella di collegamento con l’area del Lingotto. Per i giornalisti si realizzano, invece, 6 villaggi a Torino e uno a Grugliasco. Nell’area di Spina 3 si ricaveranno 2800 posti (in costruzione dallo scorso settembre), ed altri 1100 saranno messi a disposizione dal Villaggio “Riberi”, con la ristrutturazione dell’ospedale militare. Gli interventi su 5 palazzine nell’area dell’OIL (ex Bit, organizzazione internazionale del lavoro delle Nazioni Unite) consentiranno di ricavare 450 posti, mentre i villaggi “Spina 2”, “Italgas” e “Villa Claretta”, destinati a diventare collegi universitari dopo le Olimpiadi, offriranno complessivamente 2mila posti circa. Previsti anche interventi sulla viabilità, come la variante di Porte, sulla SS 23 della Val Chisone, o quella di Avignana; per quest’ultima i lavori saranno difficilmente ultimati per l’inizio delle Olimpiadi. Si prevede, purtroppo, che diversi cantieri rimarranno aperti, ma l’Agenzia Torino 2006 è fiduciosa: non si segnalano cantieri critici, i lavori saranno ultimati entro i tempi previsti. Altre notizie della redazione di edilportale.com sull'argomento: Torino: un grande “villaggio media”per le Olimpiadi 2006 Dedicato a Giovanni Agnelli il Palahockey di Torino 2006

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