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Bergamo: entro i prossimi tre anni la casa del futuro
TECNOLOGIE

Bergamo: entro i prossimi tre anni la casa del futuro

di Roberta Dragone

L’edificio sperimentale consumerà fino a 20 volte di meno di uno normale

06/04/2004 – A Dalmine, in provincia di Bergamo, si lavora per la costruzione della casa del futuro, un edificio che potrà riscaldarsi o raffreddarsi sfruttando la temperatura dell’ambiente esterno, consumando fino a 20 volte di meno rispetto ad un edificio tradizionale. Il prototipo sarà realizzato a Seriate, in provincia di Bergamo, entro i prossimi tre anni. “Casa” è il laboratorio in cui si sta studiando l’esperimento. Sigla che sta per “Centro architettura sostenibile ambientale”. L’edificio sperimentale, infatti, non utilizzerà l’energia elettrica per riscaldarsi o raffreddarsi; nuovi materiali e strategie avanzate consentiranno, piuttosto, di sfruttare le fonti di calore e la luce solare. Il risparmio energetico sarà possibile grazie allo sfruttamento delle qualità di inerzia termica delle masse, alla ventilazione naturale con scambiatori di calore e all’isolamento per la conservazione del calore. Ciò consentirà di acquistare solo in parte elettricità dalla rete, cioè per raggiungere il fabbisogno energetico. Qualora, invece, i pannelli fotovoltaici dovessero, da soli, produrre elettricità necessaria, non bisognerà ricorrere alla rete. Ma la novità più grossa consisterebbe nella possibilità, qualora la produzione dell’impianto fotovoltaico dovesse risultare maggiore rispetto al consumo, di vendere alla rete elettricità, anziché acquistarla. Al progetto stanno lavorando il laboratorio Casa (sede di Servitec, polo per l’innovazione tecnologica), l’Associazione costruttori edili e l’Unione industriali. Gian Carlo Magnoli, responsabile del progetto e ricercatore al Mit di Boston (Massachussets Institute of Technology), dichiara che nel 2007 il nuovo edificio sarà già abitabile. Per quanto riguarda i costi, Magnoli non parla di grossi risparmi, bensì di un cambiamento nella percentuale di distribuzione dei costi: se oggi l’80% delle spese è destinata alla manodopera e solo il 20% ai materiali, l’edificio sperimentale di Seriate ribalterà tale rapporto. L’80% dei costi di costruzione sarà impiegato per l’acquisto di materiali tecnologicamente avanzati. Altre notizie della redazione di edilportale.com sull'argomento: Bergamo: al via la casa del futuro Sempre più vicina l’era del “dopo-petrolio”
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