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Ance: Osservatorio congiunturale 2004 sull’industria delle costruzioni
MERCATI

Ance: Osservatorio congiunturale 2004 sull’industria delle costruzioni

di Roberta Dragone

Il settore continua a crescere anche se più lento rispetto al 2003

14/05/2004 - L’edilizia si dimostra il settore produttivo più dinamico del nostro paese: nel 2003 si è registrata una crescita complessiva dell’1,8% e per il 2004 è previsto un incremento dell’1,5%. Anche se più lento, il settore continua a svilupparsi rimanendo a testa alta in un contesto economico che non dà troppe certezze. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni presentato ieri dall’Ance (Associazione nazionale costruttori edili). A trascinare il settore sono le opere pubbliche che accelerano del 3,5% rispetto al 2003. Anche se proprio in questo comparto non mancano le preoccupazioni: sono quasi 13 milioni di euro i fondi ancora da reperire per completare la copertura finanziaria dei 41 progetti già approvati dal Cipe, il cui valore complessivo ammonta a 36.145 milioni di euro. Risultati positivi per l’occupazione che ha dato solo nel 2003 lavoro a 1.840.000 addetti, crescendo del 3,5%. E un dato ancora più incoraggiante è l’incremento che il settore ha vissuto grazie ai nuovi addetti dell’edilizia, pari al 45%. L’edilizia residenziale continuerà a crescere nel 2004 (+ 1,2%), ma più lenta rispetto allo scorso anno (+ 2,3%). L’Ance stima una crescita dello 0,8% per gli investimenti in nuove abitazioni, e dell’1,5% in riqualificazione abitativa. La ricerca dell’associazione dei costruttori fa emergere, inoltre, il problema del ridimensionamento dell’offerta di abitazioni in affitto: il mercato immobiliare seguirà l’andamento del 2003 ma senza ulteriore crescita. Il confronto tra il reddito delle famiglie (inferiore a 10mila euro per il 25%) e l’offerta del mercato immobiliare (che assorbe dal 24,9% al 33,4% del reddito) evidenzia la difficoltà di affrontare il problema del miglioramento della condizione abitativa, soprattutto per i meno abbienti. Da non trascurare, inoltre, la bassa disponibilità nel nostro Paese di abitazioni di edilizia residenziale pubblica, per cui la domanda è soddisfatta solo all`8% . L’Ance propone di ripristinare per le fasce più deboli un sistema di edilizia sovvenzionata. Per quelle con redditi superiori, invece, un coordinamento tra l’intervento pubblico e l’iniziativa privata che porti alla realizzazione di programmi misti per la costruzione di alloggi da destinare in parte all’affitto e in parte alla vendita. Per maggiori informazioni
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