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Bari: Network Tower partecipa al XX Premio Compasso d’Oro
ARCHITETTURA

Bari: Network Tower partecipa al XX Premio Compasso d’Oro

di Roberta Dragone

La struttura in acciaio è finalizzata al supporto di apparecchiature radar per il controllo costiero dei confini di stato

15/06/2004 – Network Tower, la torre in acciaio di 50 metri costruita sul molo foraneo del porto commerciale di Bari, è stata selezionata per la pubblicazione nel volume ADI Design Index 2004. Insieme agli altri prodotti innovativi scelti dall’Osservatorio Permanente del Design concorrerà il prossimo settembre alla nomination per il Premio Compasso d’Oro ADI. Si tratta di una struttura di supporto ad apparati radar per il controllo costiero dei confini di stato, del traffico marittimo nelle acque territoriali e per il soccorso in mare. Il progetto è stato commissionato dalla Alenia Marconi Systems, incaricata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Ilva Pali Dal mine Design Community, che ha ultimato i lavori di costruzione a maggio del 2003. La progettazione architettonica e la direzione tecnica dei lavori sono state a cura dell’architetto Fabio Mazzeo, il quale ha adeguatamente interpretato l’obiettivo di studiare una struttura che fosse in grado di migliorare, tecnicamente e formalmente, i tralicci sinora utilizzati. Per la realizzazione è stato sperimentato il programma con tecnologia VTS (Vessel Traffic Control), un sistema integrato di elaborazione elettronica dell’informazione e di sua rapida diffusione attraverso il network di rilevazione. Descrizione del progetto Network Tower è una struttura di supporto ad apparecchiature radar per il controllo costiero dei confini di Stato. Serve a monitorare il traffico marittimo nelle acque territoriali, a prevenire gli sbarchi di immigrati clandestini e per il soccorso in mare. Le apparecchiature, montate su questa torre metallica, arrivano a 50 metri di altezza, sono talmente potenti da essere in grado di individuare, all’interno di un’area di 56 miglia (100 km) un’imbarcazione anche piccola con un motore di qualche cavallo di cilindrata. La geometria scelta, in grado di soddisfare sia l’aspetto formale che quello costruttivo, è troncoconica: quattro sostegni verticali che a terra sono iscritti in un ideale cerchio di circa 5 metri di diametro (distanza tra i fusti di c.ca 3.5m) e si rastremano in sommità sino ad essere inscrivibili in un cerchio di 2.. All’interno dei quattro sostegni poligonali, (anch’essi di forma troncoconica: alla base il tubo ha diametro 1,2 mt mentre in sommità si restringe a 0,5 mt, con uno spessore medio di 10 mm) è ubicata la scala con guardiacorpo per arrivare al ballatoio posto in sommità. Quest’ultimo, con una superficie utile di 9 mq, è sorretto da un elemento troncoconico poligonale appositamente studiato ed è collegato con eleganza ai 4 sostegni principali; il ballatoio terminale alloggia le apparecchiature radar ed è pavimentato con una grigliato al fine di lasciar intravedere, anche attraverso di esso, il cielo. I quattro tronchetti cilindrici, facenti parte dei 5 ballatoi posti ad una interdistanza di 8 mt, sono collocati in asse con i 4 sostegni principali; servono ad irrigidire trasversalmente la struttura, a delimitare i ballatoi di riposo della scala interna e a collegare con precisione i vari tronchi. Essi, in fase di montaggio, possono essere regolati sia sul piano orizzontale che su quello verticale (per assorbire le tolleranze dimensionali tipiche di queste grandi strutture) con un efficace e innovativo sistema di aggregazione, che rende opportunamente posizionabile l’insieme, ottenuto per “fasciatura” attraverso profili a “C” calandrati (tipo UPN140). Tutti questi componenti intermedi sono, infine, rivestiti da carters in acciaio inox che hanno il compito di proteggere bulloni e giunti dalle intemperie e, sul piano formale, ritmare la struttura. Per la torre è stato impiegato acciaio zincato FE510, per i carter che rivestono i ballatoi intermedi e la piattaforma di sommità acciaio inox AISI316L. La struttura garantisce prestazioni eccezionali: resistere anche a un vento che supera i 120 nodi, oltre 220 km/ora (un vento potente come la Bora raggiunge i 120 km/ora), avere una rotazione ammissibile in testa che non supera il mezzo grado, sopportare i cicli di fatica indotti dalla rotazione delle apparecchiature poste in sommità, essere costruita facilmente con un montaggio di pezzi prefabbricati nonostante un peso complessivo di circa 70 tonnellate.
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