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Pechino: Water Cube made in Australia pronto entro il 2006

di Roberta Dragone

Il complesso sorgerà a pochi passi dallo stadio progettato da Herzog & de Meuron

Vedi Aggiornamento del 18/02/2009
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27/07/2004 – Entro il 2006 il futuristico Water Cube di Pechino, i cui lavori di realizzazione sono recentemente iniziati, dovrebbe essere aperto al pubblico. Si tratta del National Swimming Centre, una delle infrastrutture destinate ad ospitare le Olimpiadi di Pechino 2008. Il nuovo impianto natatorio sorgerà a pochi passi dallo stadio progettato da Herzog & de Meuron, all’interno del Beijing Olympic Green. A luglio dello scorso anno lo studio australiano PTW Architects si aggiudicava, in collaborazione con China State Construction Engineering Corp e Ove Arup Ltd - altri due studi di architettura rispettivamente cinese ed australiano - la gara per il design del nuovo complesso. L’ultimazione dei lavori, recentemente avviati, è attesa entro la fine del 2006. Il progetto è stato battezzato “Watercube” in virtù della straniante geometria che lo contraddistingue: bolle d’acqua fantasticamente cristallizzate in una imponente forma rettangolare. “Ad un primo sguardo può sembrare che si tratti di un sistema naturale creatosi quasi fortuitamente; in realtà uno studio matematico rigoroso ha consentito l’effetto straniante delle bolle d’acqua”. È così che John Bimon, direttore dello studio PTW, commenta la particolare caratteristica del progetto. E, al fine di spiegare il concetto nonché la scelta del “Watercube”, dichiara: “La trasparenza dell’acqua, insieme al misterioso effetto delle bolle, porta inevitabilmente coloro che si trovano sia all’esterno che all’interno della struttura a soffermarsi e riflettere sulla propria esperienza con l’acqua”. La struttura si presenta con un volume semplice, appositamente disegnato nella forma quadrata per creare un contesto armonioso insieme allo stadio circolare di Herzog & de Meuron. Una spettacolare dualità di forma geometriche all’interno del Beijing Olympic Green. Il rivestimento, realizzato con una doppia membrana di “Etfe” - innovativo involucro leggero e trasparente – è stato progettato con l’obiettivo di creare speciali giochi di luci e proiezioni. Una vista sbalorditiva ed una esperienza sensoriale percettibili anche dai milioni di spettatori televisivi di tutto il mondo che non saranno presenti fisicamente sul luogo. Non solo. Il rivestimento Etfe, abbreviazione di “teflon”, fa di Watercube un edificio verde. Il 90% dell’energia solare che riscalda l’edificio viene catturata e riutilizzata per riscaldare le piscine e gli interni del complesso. L’insolita geometria dell’intelaiatura consente, inoltre, di rispondere efficacemente ai requisiti antisismici imposti dalle particolari caratteristiche del luogo. Il complesso si estende su una superficie di 70mila metri quadrati per complessivi 17mila posti a sedere.

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