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Stazione Tiburtina: un progetto all’insegna della bioedilizia

di Roberta Dragone

Principi bioclimatici per il contenimento dei consumi energetici alla base del progetto

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19/07/2004 - La nuova stazione Tiburtina fra i progetti di architettura verde. Il rispetto dell’ambiente è infatti il principio ispiratore del progetto di Paolo Desideri dello studio Abdr, vincitore nel 2002 del concorso di progettazione promosso dalle Ferrovie per il nodo di Roma Tiburtina. Il progetto di Desideri prevede un lungo volume dalla copertura piana, posto diagonalmente a ponte sopra i binari. L’edificio, sopraelevato e affiancato da due strade sopraelevate, ricollegherà i quartieri di Pietralata e Fomentano. Una nuova centralità urbana consentita da una sorta di Stazione-Ponte, una grande galleria pedonale che ospita volumetrie sospese della dimensione media di 300 metri quadrati. Si tratta di un investimento complessivo di 227 milioni di euro su un ’area di 95 ettari destinato a creare entro il 2006 il più grande nodo intermodale della capitale. Ma la nuova struttura non sarà solo punto di scambio tra treni a lunga percorrenza, ferrovia metropolitana, autobus e rete di spazi per servizi,attività commerciali e culturali. È previsto un complesso intervento bioclimatico grazie al quale sarà possibile riscaldare o raffreddare gli ambienti attraverso la copertura della struttura tramite fasce trasparenti e fasce opache,che filtreranno la luce solare a seconda delle esigenze climatiche. L’architetto Desideri ha pensato ad un progetto solare e bioclimatico con sistemi di controllo diretto dell’irraggiamento solare e sistemi di controllo passivo per la generazione naturale di rinfrescamento estivo e riscaldamento invernale. Le facciate laterali della galleria a ponte, un parallelepipedo di vetro (50m X 240m – h 9,80m), saranno realizzate in lastre di cristallo speciale del tipo Tim (Thermal insulating material) per filtrare le radiazioni solari ed il rumore. Per la copertura orizzontale saranno, invece, alternate lastre opache e trasparenti con sistemi lamellari frangisole allo scopo di evitare l’irraggiamento solare nei periodi estivi e di favorirlo invece durante l’inverno. Non solo. Il progetto ricorre anche alle fonti rinnovabili per il contenimento del consumo energetico. Un concentratore parabolico consentirà la produzione di energia termica a bassa temperatura, mentre energia fotovoltaica sarà ottenuta mediante un apposito pannello per l’alimentazione di alcune componenti elettriche, pompe di calore geotermiche ed il sistema innovativo “Building Management System”: una rete di controllo ed informazione che gestisce, 24 ore su 24, l’integrazione tra sorgenti alternative e tradizionali, e che controlla la sicurezza di tutti gli impianti.

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