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Basilicata: edifici isolati con dispositivi in gomma e acciaio
GEOTECNICA

Basilicata: edifici isolati con dispositivi in gomma e acciaio

di Roberta Dragone

La loro applicazione costa tra il 10% ed il 20% in più di una struttura tradizionale

23/09/2004 – Nel laboratorio sismologico dell’Università della Basilicata sono state messe a punto tecniche di isolamento sismico basate su dispositivi in gomma e acciaio. Tecniche che hanno già trovato applicazione nella realizzazione di tre edifici della nuova sede dell’Università della Basilicata a Potenza, e di un edificio per abitazioni a Rapolla (PZ). Si tratta di strutture costituite da strati di elastomero (gomma naturale, neoprene od altri materiali prodotti artificialmente) alternati a lamierini di acciaio che, scollegando l’edificio dal terreno, gli conferiscono considerevole stabilità anche in caso di terremoti di intensità pari a 9-10 della scala Mercalli. L’applicazione di tali dispositivi – assicura l’ateneo lucano – comporta un incremento dei costi che va dal 10% al 20% rispetto alle spese da affrontare per un dispositivo tradizionale. Percentuale sicuramente ragionevole se si considera il risparmio che l’applicazione dei nuovi dispositivi sismici consente evitando grossi danni agli edifici e, pertanto, impegnativi lavori di riparazione. Nel laboratorio dell’Università della Basilicata è possibile anche effettuare delle prove pubbliche durante le quali si è già raggiunta l’intensità di forti terremoti ipotizzabili nelle zone soggette a maggiore rischio sismico. Si tratta di una tavola alta 4 metri e larga 2,5 metri in grado di simulare terremoti di forte intensità su strutture di 10-15 tonnellate. In un comunicato dello scorso 26 giugno l’Università della Basilicata annunciava l’inaugurazione della suddetta “tavola vibrante”, progettata e realizzata dai ricercatori e dai tecnici del DiSGG. Occasione durante la quale è stata compiuta una sperimentazione di rilevanza internazionale su un edificio di 4 piani in cemento armato, in scala 1:4, non progettato per resistere alle azioni sismiche. Il direttore del laboratorio Mauro Dolce ha testimoniato la sostanziale mancanza di danni particolari sulla struttura che, senza l’applicazione dell’innovativo dispositivo, sarebbe stata destinata al crollo.
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