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MERCATI

Ance: Osservatorio Congiunturale 2004

di Roberta Dragone

Sesto anno consecutivo di crescita per il settore costruzioni, ma preoccupanti le previsioni per il 2005 a causa delle ultime scelte del governo

Vedi Aggiornamento del 30/06/2005
29/10/2004 – Il settore delle costruzioni vive nel 2004 il sesto anno di crescita confermando il proprio ruolo trainante nel quadro complessivo di debolezza economica del nostro paese. Non sono tuttavia entusiasmanti le previsioni per il 2005, e questo a causa del tetto del 2% che il nuovo disegno di legge finanziaria impone alle spese in opere pubbliche. Tali informazioni giungono dall’Ance, che lo scorso 26 ottobre ha presentato l’Osservatorio Congiunturale sull’Industria delle Costruzioni. Per l’anno in corso l’Associazione dei costruttori edili stima uno sviluppo degli investimenti pari all’1,3%; un dato ancora positivo, anche se in rallentamento rispetto all’1,8% del 2003. In crescita anche il numero degli addetti al settore, aumentati del 21,6% contro uno sviluppo complessivo dell’occupazione pari al 9%. Risultano, invece, preoccupanti le previsioni per il 2005 a causa della scelta del governo di applicare tagli agli investimenti infrastrutturali. In particolare, l’Ance denuncia il rischio di una brusca interruzione del trend di crescita positivo del settore che deriverebbe dall’applicazione del tetto del 2% alla spesa delle amministrazioni pubbliche inserito nel nuovo disegno di legge finanziaria. Secondo il presidente Claudio De Albertis tale provvedimento “rappresenta un vero e proprio colpo di accetta sulle prospettive di ammodernamento e di rilancio infrastrutturale del Paese”. La soglia imposta dal disegno di legge – spiega De Albertis - provocherà una netta flessione del comparto la cui produzione, secondo le nostre stime, segnerà nel 2005 un calo dell’1% dopo il +2,5% registrato nel 2003 e nel 2004. Due per il 2005 gli scenari di sviluppo delineati dall’Osservatorio: una crescita dell’1% nel caso in cui il provvedimento non venga applicato; una crescita più limitata, pari allo 0,7%, nel caso in cui il “tetto” del 2% sia reso operativo. "L’edilizia abitativa nel 2005 crescerà ancora (+1,3) - spiega De Albertis - anche se più lentamente (+1,5% nel 2004). Per gli investimenti in nuove abitazioni prevediamo una crescita limitata, dello 0,5%. Non subiranno invece rallentamenti gli investimenti in riqualificazione abitativa, che aumenteranno anche nel 2005 del 2%". Per quanto riguarda i fabbricati non residenziali destinati all’attività economica la crescita stimata per il prossimo anno è pari allo 0,5%. Risulterebbe del 2% quella del comparto opere pubbliche in assenza del tetto; nell’ipotesi della piena operatività del provvedimento ci sarà invece una flessione dell’1%. L’Osservatorio riporta un’analisi sulla manovra di finanza pubblica per le infrastrutture, sui finanziamenti disponibili per gli interventi della Legge Obiettivo approvati dal Cipe, sullo stato di attuazione delle opere bandite della Legge Obiettivo e sullo sviluppo della Finanza di Progetto in Italia. Queste in sintesi le proposte dell’Ance: 1) modifica all’articolo 26 legge-quadro sui lavori pubblici per anomali aumenti dei prezzi dei principali materiali impiegati nelle costruzioni; 2) legge obiettivo per le città; 3) rilancio del mercato degli affitti; 4) rivalutazione dei beni immobili delle imprese; 5) riduzione dell’aliquota contributiva per la cassa integrazione guadagni ordinaria; 6) decontribuzione dei superminimi individuali e dei trattamenti retributivi per le ore di lavoro straordinario; 7) trasformazione dell’art. 29 L. 341/95 (riduzione contributiva pari all’11,50% per le imprese edili regolari) in norma strutturale.
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