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ARCHITETTURA

Bassano: inaugurate le “bolle” di Fuksas

di Roberta Dragone

Per la distilleria Nardini una celebre firma portavoce delle interpretazioni futuristiche dell’architettura contemporanea

Vedi Aggiornamento del 23/11/2006
15/12/2004 - Con la firma di Massimiliano Fuksas l’architettura contemporanea approda a Bassano del Grappa. Lo scorso lunedì 13 dicembre è stato ufficialmente inaugurato il nuovo edificio alle porte della cittadina, destinato ad ospitare la distilleria Nardini che da 225 anni produce la celebre acquavite. Due “bolle” di vetro (come le ha battezzate lo stesso Fuksas) – che, in bilico su gambe di acciaio, sembrano fluttuare sospese tra il verde degli alberi - comunicano per mezzo di una rampa discendente con uno spazio ipogeo, tuttavia non privo di raggi di luce. Con l’interpretazione futuristica del noto progettista romano una architettura nuova, emblema del patrimonio edilizio contemporaneo, debutta a Bassano, cittadina che sino ad oggi vantava un’eredità architettonica medievale, cui si sono sovrapposte nel tempo realizzazioni rinascimentali ed ottocentesche. Esattamente quanto auspicava la famiglia Nardini, ovvero proiettare l’azienda nel futuro del Terzo Millennio con la speranza di lasciare un segno nella storia aziendale. Fuksas ha immaginato due dimensioni: una sospesa cui danno forma due bolle ellissoidali trasparenti, ed un’altra sommersa, scolpita nel terreno. Le due bolle sospese, sfalsate e sovrapposte, ospitano i laboratori del centro di ricerca, mentre nella caverna sotterranea trova spazio un auditorium con cento posti a sedere. Una vitrea trasparenza infonde leggerezza alla struttura sospesa, da cui è possibile ammirare il paesaggio montano del Montegrappa; a questa si contrappone la materialità del cemento armato utilizzato per l’auditorium interrato. Le due dimensioni sono messe in comunicazione da una rampa discendente, utilizzabile anche come platea all’aperto. La contrapposizione delle due platee inclinate crea un’unica arena dalla quale lo spettatore può ammirare l’andamento irregolare delle pareti del muro inclinato. “Quei pali smilzi che sembrano sostenere le cupole ellittiche - spiega l’ingegner Sarti che ha collaborato al progetto- in realtà non sostengono niente, perché viceversa sono loro ad essere appesi alle cupole. Il 90 per cento del peso è invece sostenuto dalla struttura centrale in acciaio, quella che apparentemente serve a reggere l’ascensore”. Uno specchio d’acqua sul piano verde del prato funge da punto di congiunzione tra il mondo fluttuante e quello sommerso. Lucernari subacquei filtrano di giorno i raggi solari e diffondono luce nello spazio, mentre di notte si trasformano in sorgenti luminose. Un’opera che fonde funzionalità e suggestione nel totale rispetto del verde circostante che diventa elemento significativo, e non mera cornice, della futuristica struttura.
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Altri commenti
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Domenico Rutigliano

Una struttura per alcuni aspetti sicuramente innovativa,senza dubbio futuristica, ma per altri aspetti viene irrazionalizzato lo spazio e la materia. Elementri strutturali privi di significato statico, e presenti esclusivamente per ingannare l'osservatore va al di là della razionalità progettuale, secondo me è pura arte che ammiro ma non condivido come soluzione architettonica. In natura nulla è sprecato e nello stesso tempo la natura non manca in creatività, forse la creatività va cercata in essa così da rendere veramente coerente la tessitura edilizia all'ambiente in cui è inserita. Forse mancherò di eleganza ma non posso far a meno di vedere le bolle di Fuksas come un qualcosa che come qualsiasi altra espressività architettonica rovina irremediabilmente il paesaggio naturale.


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