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Superbonus 110%, la riqualificazione globale non può essere un intervento trainato
RISPARMIO ENERGETICO Superbonus 110%, la riqualificazione globale non può essere un intervento trainato
NORMATIVA

Depenalizzazione dei reati edilizi nelle aree protette

di M.A.

In arrivo la legge delega ambientale che ammette sanzioni amministrative per gli abusi commessi in violazione dei vincoli paesaggistici

Vedi Aggiornamento del 22/02/2005
Commenti 24538
01/12/2004 - Approvata definitivamente la scorsa settimana dalla Camera la nuova legge delega in materia ambientale. Il testo "delega" per l'appunto il Governo al riordino ed al coordinamento di tutta una serie di preesistenti normative sul tema dell'ambiente (trattamento di rifiuti, tutela di acque, suolo, aria, tutela delle aree protette, valutazioni di impatto ambientale, certificazioni Emas etc.). Un lavoro che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio dovrà svolgere di concerto con una apposita commissione composta da 24 esperti di nomina governativa. Compito finale, quello di riscrivere e armonizzare tutti i provvedimenti in vigore, accorpandoli in una nuova serie di testi unici. Accanto agli orientamenti del riordino, che impegnerà il ministero per almeno due anni, la legge rende immediatamente effettive numerose novità, ad esempio in termini di trattamento dei rifiuti, (declassando a "non pericolosi" gli scarti di lavorazione ferrosi che potranno essere bruciati in cementifici o centrali elettriche), o istituendo un Albo nazionale per le imprese che gestiscono i rifiuti, o ancora rivedendo alcune procedure di controllo sui rifiuti di natura radioattiva. Tra le novità subito in vigore di attinenza con il settore dell'edilizia spiccano sicuramente le modifiche introdotte al recente Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004) in tema di abusi compiuti su aree protette da vincolo paessagistico (artt. 36,37): - introduzione di un termine di 180 giorni per la demolizione di abusi edilizi compiuti su aree considerate bene paesaggistico in caso di inerzia delle amministrazioni locali. La demolizione avverrà da parte delle Autorità regionali (in sostituzione e previa diffida delle autorità locali). - raddoppio della pena massima (da 2 a 4 anni di reclusione) per abusi edilizi che ricadono su aree di notevole interesse pubblico e che abbiano comportato aumenti consistenti di volumetria (maggiori del 30 per cento o 750 metri cubi), oppure realizzazione di nuove costruzioni con volumetrie superiori ai mille metri cubi. - depenalizzazione (sanzione amministrativa e non più penale come da L. 47/85) degli abusi edilizi nelle aree protette da vincolo paesaggistico qualora si tratti di: lavori effettuati senza autorizzazione ma in assenza di creazioni o ampliamenti di superfici utili o volumi, di manutenzioni ordinarie/straordinarie, o di lavori con impieghi di materiali difformi da quelli autorizzati. Il tutto purché l’autorità amministrativa competente (Soprintendenza, Regione o Comune) ne accerti la compatibilità paesaggistica - depenalizzazione (sanzione amministrativa e non più penale come da L. 47/85) per abusi realizzati prima del 30 settembre 2004 in aree protette da vincolo, se eseguiti in conformità con gli strumenti di pianificazione paesaggistica ma senza autorizzazione o in difformità con la stessa. La legge non fa riferimento a limiti di volumetrie o superfici, l'unico requisito richiesto è che la tipologia edilizia del manufatto ed i materiali utilizzati per le costruzioni debbano risultare compatibili con l'ambiente e il paesaggio e che sussista la piena compatibilità paesaggistica (verificata dalle soprintendenze, dalle Regioni o dal Comune, in base alle competenze). In questi casi il trasgressore non più chiamato a rispondere in sede penale potrà sanare gli abusi pagando una multa composta da una stima del danno arrecato o del profitto conseguito (si considera il maggiore tra i due) aumentata da un terzo alla metà, a cui dovrà aggiungersi una sanzione pecuniaria variabile dai tremila ai cinquantamila euro stabilita dalle autorità. Infine, in merito agli eco-mostri, la legge "indirizza" l’impiego dei proventi derivanti dalle oblazioni del recente condono edilizio verso un nuovo "fondo-demolizioni", nuove risorse da cui i comuni potranno attingere parte dei costi di abbattimento degli abusi, salvo poi rivalersi nei confronti dei trasgressori. Nell'immediato la legge impone al comune di Bari ed alla Regione Puglia la demolizione perentoria dei palazzi di Punta Perotti, entro 60gg dall’entrata in vigore della legge, pena demolizione sostitutiva mediante strutture del Ministero della Difesa (art. 32,33). La legge, che giaceva in Parlamento da più di tre anni e che a causa della delicatezza degli argomenti trattati non aveva ancora ricevuto la sua approvazione finale, era stata preceduta da polemiche tanto da indurre il governo a ricorrere preventivamente alla fiducia. Con 316 voti a favore e 225 contrari la Camera ha concesso la fiducia al governo ed il provvedimento è stato poi approvato definitivamente con 278 voti favorevoli, 184 contrari e tre astenuti. L'approvazione alla Camera segue quella del Senato avvenuta il 14 ottobre scorso. Per la sua effettiva entrata in vigore manca però la firma di Ciampi e la pubblicazione su Gazzetta ufficiale. Opposizione, Verdi, Fai, Greenpeace, Italia nostra e Wwf hanno espresso perplessità sul concetto di "delega ambientale" che priverebbe il parlamento di voce in capitolo su temi ambientali di delicato interesse, ed hanno accusato il Governo di aver introdotto una nuova forma di "condono" per le aree protette, arrivando a chiedere attraverso un appello al Presidente Ciampi la non firma della legge ed un suo riesame alle Camere. Il governo dal canto suo risponde contrapponendo al concetto di condono quello di depenalizzazione di reato, ricordando l’introduzione dell'inasprimento delle pene per gli abusi su aree di notevole interesse e dell’impiego dei proventi derivanti dal condono edilizio per la demolizione degli ecomostri. A dire il vero, la posizione di "depenalizzazione" di reato piuttosto che di "nuovo condono" per aree protette sembra difficilmente difendibile. Nei fatti, la richiesta spontanea da parte del trasgressore per l'accertamento di compatibilità paesaggistica (prevista dalla legge per le opere compiute prima del 30 settembre 2004 ed indicata con precisione anche nei termini, il 31 gennaio 2005) è infatti del tutto assimilabile a quella di una vera e propria autodenuncia, ed il successivo versamento della sanzione amministrativa a quello del pagamento di una oblazione. Vedi il testo di legge approvato alla Camera ed in attesa di pubblicazione su GU (non ancora in vigore): 25/11/2004 Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l’integrazione della legislazione in materia ambientale Vedi anche il Codice dei beni culturali e del paesaggio Decreto Legislativo 22/01/2004 n. 42 Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137 (Gazzetta ufficiale 24/02/2004 n. 45) Dalle precedenti news della redazione di edilportale: 18/10/2004 Condono edilizio anche per gli abusi ambientali Passata al senato la legge delega ambientale che prevede nuove sanatorie per le aree protette

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Altri commenti
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Marco Rinaldi

Ecco una legge che finalmente stanzia dei fondi per le demolizioni degli ecomostri e costringe le amministrazioni locali ad intervenire.

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Gianluca

Servirà a condonare la villa in Sardegna di Berlusconi. Ecco la verità!!

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Luigi De Siante

Ancora un condono! L'ennesima sanatoria questa volta per le aree protette. Vergogna!


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