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URBANISTICA

Vincoli del Piano di assetto idrogeologico in Puglia

di Roberta Dragone

Blocco ai nuovi permessi: disappunto dei Geologi con la polemica degli edili

Vedi Aggiornamento del 29/12/2005
02/02/2005 – Geologi ed ingegneri in disaccordo sulle implicazioni del Piano di assetto idrogeologico (Pai) recentemente adottato dall’Autorità di bacino della Puglia. Non pochi sono, infatti, i vincoli che il Pai comporta per l’attività edificatoria regionale. I divieti riguarderebbero, in particolare, Bari e Lecce. Nel capoluogo pugliese sarebbero circa 50 le opere a rischio rallentamenti o addirittura congelamento sino all’adozione del piano; seguono Lecce e Brindisi con una situazione meno grave, anche se di poco. A Foggia meno vincoli, mentre nessuno a Taranto. Il provvedimento ha suscitato reazioni opposte da parte di edili e geologi. I primi denunciano l’eccessiva tempestività dell’iter deliberativo del Pai, mentre i secondi ritengono si tratti di una preziosa occasione per una migliore valutazione del rischio. Sarebbe un modo, secondo i geologi, per risolvere il problema della scarsa attenzione che le amministrazioni pugliesi rivolgono alla questione dell’analisi del territorio. Due gli aspetti affrontati dal piano di assetto idrogeologico pugliese: frane e inondazioni. Ma per i geologi il lavoro è ancora tanto, in quanto il territorio sarebbe soggetto a diversi altri rischi che il Pai pugliese comunque non affronta. La preoccupazione maggiore delle Amministrazioni comunali è, invece, trovarsi nella scomoda situazione di non poter concedere permessi di costruzione e dover affrontare eventuali richieste di risarcimento da parte di imprenditori che avevano già intrapreso in passato l’iter per l’autorizzazione. Sono previste molte deroghe, cosa che non è tuttavia giudicata necessariamente positiva. Una deroga troppo ampia nella fase iniziale (in attesa dell’approvazione definitiva entrano in vigore le norme di salvaguardia che bloccano i nuovi permessi di costruire nelle zone a rischio) potrebbe, infatti, influire sui vincoli ambientali già esistenti. Per le opere le cui “istanze risultino già acquisite dalle Amministrazioni” le norme di salvaguardia non saranno applicate. Ma, per “istanze già acquisite” ci si riferisce ai nuovi vincoli idrogeologici del Pai e non a quelli preesistenti del Putt (Piano urbanistico territoriale tematico). Un fraintendimento a riguardo potrebbe implicare il superamento di ogni vincolo idrogeologico. A partire da oggi gli enti locali potranno presentare le loro osservazioni. Avranno 45 giorni di tempo per elaborare proposte di modifica al Pai. Entro il 30 aprile il Comitato istituzionale dovrà pronunciarsi sulle osservazioni per poi giungere all’approvazione definitiva.
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