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RISPARMIO ENERGETICO Superbonus 110%, come funziona se l’immobile è suddiviso in più particelle catastali
NORMATIVA

Natura giuridica della DIA

di Daniela Colonna

Come il confinante può impedire la realizzazione di un'opera che ritiene abusiva

Vedi Aggiornamento del 27/01/2011
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02/03/2005 - In tema di denuncia di inizio attività risulta molto importante interpretare nella maniera corretta la legge che la prevede in virtù anche delle sentenze dei giudici emesse in questo campo. La denuncia di inizio attività, com'è noto, è quella richiesta che consente, trascorso il termine di trenta giorni, di realizzare le opere edilizie descritte nel documento che la contiene (per un approfondimento dell'istituto visualizza sotto il dossier realizzato dalla nostra redazione). In base alla legge, la Dia costituisce un titolo edilizio implicito che si perfeziona trascorso il termine sopra indicato senza che l'autorità competente abbia comunicato all'istante un motivo ostativo o impeditivo alla realizzazione delle opere descritte nella Dia. Tuttavia questa conclusione non appare del tutto pacifica in giurisprudenza dato che alcune sentenze del Consiglio di Stato (vedi sentenza 7/11/2003 n. 7132), hanno ritenuto che la Dia sia un atto privato cui la legge attribuisce l'effetto di poter costruire trascorso il termine e rispettati determinati requisiti. Tuttavia accettando in toto quest'ultima impostazione risulterebbe limitato il potere di tutela del terzo, non potendosi applicare alcune forme di tutela previste dalla legge di riforma della 241/1990 (ossia la legge 11/2005) quali la revoca, l'annullamento d'ufficio, l'efficacia, l'esecutorietà, nullità e annullabilità. In base alla legge 241/1990 e ss. modificazioni, il terzo che volesse tutelarsi verso un'opera che ritiene illegittima ha come strumento di azione la richiesta di controllo sulle opere che si stanno realizzando che può indirizzare, in primo luogo al Comune sollecitandolo a verificare nei trenta giorni che le opere sono legittime, oppure può proporre ricorso al Tar perchè ordini al Comune di pronunciarsi sull'eventuale abuso realizzato.

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