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STRUTTURALE

Testo Unico: fumata grigia sull'antisismica

di MA

Protezione Civile ribadisce la scadenza dell'8 maggio, le regioni chiedono chiarezza. E intanto la bozza del TU arriva in libreria

Vedi Aggiornamento del 29/04/2005
Commenti 16238
20/04/2005 - L'approvazione lampo del Testo Unico delle Norme Tecniche da parte del Consiglio superiore dei LL.PP. ha creato un prevedibile strascico di attriti tra Ministero delle Infrastrutture e gli organi istituzionali coinvolti nelle vigenti legislazioni degli argomenti in esso trattati. Il lavoro della Commissione Calzona, rimasto segreto fino alla seduta del Consiglio del 30 marzo e presentato in assemblea per la votazione senza la possibilità materiale di poter essere esaminato, nonostante la larga maggioranza ottenuta, aveva in particolare lasciato dei malcontenti nei rappresentanti del Tavolo Tecnico delle Regioni e della Protezione Civile, parte in causa del capitolo del Testo Unico più delicato, quello sulla normativa antisismica. La Protezione Civile, autrice della Ordinanza 3274 sulla normativa antisismica, ed esclusa dai lavori della commissione ministeriale nonostante la promessa di un lavoro di "concerto", vede oggi seriamente minacciata l'entrata in vigore a pieno titolo della propria ordinanza il prossimo 8 maggio. Sebbene il testo unico la adotti come uno dei possibili metodi di calcolo, con l’approvazione del Testo Unico l'ordinanza 3274 verrebbe infatti svuotata del carattere obbligatorio e vincolante con cui era stata redatta. (vedi notizie correlate) Anche le regioni, che facendosi carico delle osservazioni da parte di tecnici professionisti ed esperti accademici avevano tessuto nel corso degli ultimi mesi un minuzioso lavoro di suggerimenti e correzioni all'ordinanza 3274, lamentano di essersi trovate di fronte ad un nuovo Testo Unico senza avere ancora ottenuto dalla Protezione Civile l'ordinanza correttiva richiesta. A rimettere le cose in ordine e dare giusta parola alle diverse parti dovrebbe comunque bastare il rigoroso iter che il nuovo Testo Unico per le Norme Tecniche sarà costretto a compiere prima di diventare legge effettiva. Il testo dovrà infatti ottenere il parere finale della Protezione Civile, che nelle parole del presidente della Commissione grandi rischi Michele Calvi, dovrebbe arrivare in tempi brevi nonostante i dissapori. In seguito la Conferenza Unificata Stato-Regioni, altro passaggio obbligato, avrà modo di raccogliere le obiezioni delle regioni. Come si inserisce questa trafila di pareri con la scadenza dell'8 maggio? Nello scenario più probabile il Testo Unico passerà entrambi i pareri. Ma non riuscirà a completare il suo percorso prima dell'8 maggio ormai imminente. Questo significa che il periodo di transizione della normativa antisismica cesserà e l'ordinanza 3274 diventerà legge effettiva e vincolante, cosi come ribadito anche in questi giorni dalla Protezione Civile . Le regioni otterranno dalla protezione Civile un correttivo all'ordinanza 3274 prima di questa scadenza ed avranno così riconosciuto il loro ruolo. Il Ministero delle infrastrutture registrati tutti i pareri favorevoli promuoverà il Testo Unico per decreto e renderà la 3274 appena modificata una legge priva di obblighi. E per le modifiche tecniche tutto sarà demandato alla fase transitoria del Testo Unico, altri 18 mesi di attesa. In questo scenario di vincitori ad uscirne sicuramente perdenti saranno la chiarezza e l'obiettività. Nessuno è ancora infatti in grado di prevedere quali ripercussioni potrà provocare questo stato di incertezza sul lavoro quotidiano di tecnici e progettisti. Alla confusione generale sembrano volere contribuire anche gli editori tecnici italiani, che con prontezza inusitata si sono prodigati a dare in stampa versioni "finali" del Testo Unico, già in vendita nelle librerie a 10 Euro. Il Ministero delle Infrastrutture interpellato dalle diverse redazioni dei vari giornali (non ultima la nostra) risponde che la prima bozza del Testo Unico in circolazione basata sulla copia distribuita durante le votazioni del Consiglio LL.PP. del 30 marzo è già superata a seguito delle correzioni apportate durante la seduta stessa. Le correzioni sono state trascritte ma non sono disponibili pubblicamente, né per i giornali né per gli ordini professionali e neanche per le amministrazioni competenti. Ma c'è di più. Per conoscere le correzioni il Ministero ci invita ad andare in libreria dove potremo acquistare l'ultima versione del Testo Unico "aggiornata ad Aprile" e ceduta ad alcune case editrici in esclusiva. Al danno, la beffa. Non solo il Testo in vendita non è definitivo e quindi inutile professionalmente, ma anziché essere pubblicamente diffuso dai nostri legislatori è accessibile solo a pagamento per gli ingenui che accorreranno ad acquistarlo.

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Altri commenti
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settimio feroli

Ma perchè non ci limitiamo a tradurre e a diffondere gratuitamente gli eurocodici, anzichè tentare, in un paese come il nostro - privo di strutture di studio e ricerche - di inventare norme tecniche più o meno scopiazzate con inserimento di errori, destinate soltanto a determinare litigi tra i vari enti normativi inutili?

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Antonio Salmeri

Quello che sta succedendo è semplicemente scandaloso! A cosa è attribuibile questa frenesia? Forse al crollo della scuola in Molise? Ma non è chiaro che il crollo è dovuto all'ignoranza e superficialità di chi ha fatto i lavori e soprattutto di chi doveva controllare? Non è forse chiaro che ciò è dovuto soprattutto a Normative ambigue e inutilmente complicate?