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TECNOLOGIE

Solaio in latero-cemento. Confronto con sistemi alternativi

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Il nuovo volumetto della Sezione “Solai” di Andil

Vedi Aggiornamento del 02/09/2010
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05/04/2005 - Il nuovo volumetto della Sezione “Solai” pone a confronto, in modo semplice e diretto, le tipologie di orizzontamenti oggi presenti sul mercato, con diverse tipologie di elementi di alleggerimento (in laterizio e in altri materiali), sottolineandone le differenze in termini di prestazioni rese, coerenza con la normativa vigente, corretta posa in opera, sicurezza in cantiere, rispetto ambientale e comfort abitativo. L’idea di costruire “tutto in laterizio” è certamente concretizzata in tante realizzazioni, specialmente del passato, che offrono una lettura strutturale molto uniforme sull’impiego di questo antico materiale, quasi “naturale” per la disponibilità di materia prima e per la praticità della trasformazione da impasto di argilla umida in argilla cotta, con esaltazione delle caratteristiche di resistenza meccanica, di ridotto impat-to ambientale, di sicurezza in cantiere e mantenimento delle prestazioni nel tempo. I due apparati fondamentali tipici di ogni costruzione, ossia muri e solai, erano risolti seguendo una concezione strutturale frutto di consolidate esperienze ed intuizione. Mentre l’efficacia portante dei muri veniva affidata alla massa fatta di spessore e di peso, per i solai lo schema portante, che consentiva di utilizzare il semplice laterizio (spesso il solo mattone), proponeva forme ad arco (gestito poi nelle numerose evoluzioni per ricavare superfici a botte, a crociera, a cupola, a vela, a padiglione, ecc.). Una simbiosi, dunque, fra geometrie e funzione statica riconducibile in ultima analisi ad una membratura di spessore tale da risultare sollecitata da sforzi di compressione che si raccoglievano in un effetto spingente lungo il perimetro, efficacemente assorbito da robuste murature. Su questo schema base sono state costruite opere di grande pregio architettonico, come pure tante altre a costituire un tessuto urbano minore. La dissociazione fra muro e solaio, in termini più tecnici, è iniziata con l’introduzione di elementi orizzontali portanti affidando al laterizio, diversamente sagomato in tavelle, tavelloni, blocchi forati, la stesura dell’impalcato su cui applicare sottofondi e pavimento. La sperimentazione di elementi portanti rettilinei resistenti a flessione ha dato inizio all’evoluzione e all’affermazione dei solai misti in latero-cemento. Le travi in legno di primo utilizzo, per cassettoni e soffitti, hanno lasciato il posto ai profilati in ferro e, poi, ai travetti semplici in cemento armato, fino all’assemblaggio degli elementi in “terrecotta” con l’acciaio per ricavare i primi travetti portanti completamente in laterizio. Si è cioé verificato un ritorno al laterizio utilizzato integralmente come componente portante. Da allora, l’industria, la tecnologia, la ricerca e la sperimentazione hanno “messo a punto” un comparto di prodotto altamente specializzato per tutte le soluzioni progettuali e costruttive degli impalcati: ai travetti in laterizio si sono affiancati i travetti in cemento armato precompresso, i pannelli a sezione completa, le lastre, i tegoli, che attualmente trovano impiego in molti settori dell’edilizia. A supportare questa evoluzione tecnico-produttiva si è di volta in volta resa disponibile una dettagliata documentazione e una informazione costantemente aggiornata; mentre in parallelo veniva sempre più delineata una apposita normativa riguardante i materiali, la progettazione, il calcolo, la verifica e l’esecuzione delle nuove strutture. Questo iter di intuizione, sperimentazione e innovazione, come avviene per tutti i prodotti con una forte penetrazione di mercato, ha alimentato la proposta di alternative al componente di più largo impiego nei solai: il blocco in laterizio. Sono pertanto apparsi, in una linea di concorrenza spesso sostenuta da non sempre motivati criteri di innovazione e di efficienza, prodotti che dovrebbero ridurre e sostituire in parte il ruolo del laterizio ritenuto troppo tradizionale e convenzionale. Colpa anche di un approccio poco tecnico e sperimentale riservato a questi nuovi componenti, genericamente di alleggerimento, che dovrebbero garantire quelle prestazioni di comfort dell’”abitare” emerse in modo sempre più qualificato negli ultimi anni: isolamento termo-acustico, comportamento al fuoco, riciclabilità, mantenimento nel tempo delle prestazioni attese, ecc. In questo contesto si inserisce il nuovo volumetto dell’Ing. Vincenzo Bacco (già coautore del diffuso e apprezzato “Manuale dei solai in latero-cemento”, Edizioni Laterservice) il cui significativo titolo “Solaio in latero-cemento. Confronto con sistemi alternativi” vuole essere una risposta ai tanti inter-rogativi, provenienti dal mondo della progettazione; un momento di chiarimento coerente con il disposto della normativa di legge e con le modalità e le caratteristiche costruttive che fanno dei solai in latero-cemento una struttura di elevate qualità statiche e funzionali. A cura di Giuseppe Cappelletti Sezione “Solai” Andil, Via A. Torlonia 15, 00161 Roma Tel. 06.44236926, fax 06.44237930 [email protected] Per un approfondimento consultare il pdf in allegato

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