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Berlino: inaugurato il Memoriale di Eisenman all’Olocausto
ARCHITETTURA

Berlino: inaugurato il Memoriale di Eisenman all’Olocausto

di Roberta Dragone

Una labirintica foresta di colonne di cemento diventa apoteosi del forte senso di angoscia evocato dal ricordo del genocidio degli ebrei

Vedi Aggiornamento del 30/06/2006
11/05/2005 - È stato inaugurato ieri a Berlino il Memoriale all’Olocausto progettato da Peter Eisenman, architetto di origine ebraica. Il progetto si presenta come un percorso labirintico lungo il quale una vasta griglia di colonne di cemento crea un’atmosfera di astrazione che diventa metafora dell’oscuro e complesso percorso interiore che l’uomo vive al ricordo del genocidio degli ebrei ad opera del nazismo. Il monumento sorge emblematicamente presso la porta di Brandeburgo, vicino la sede amministrativa della macchina da guerra di Hitler ed in prossimità del suo famoso bunker. Eisenman ha voluto rendere percettibile quel senso di estraniazione mosso dal ricordo di una inimmaginabile strage, attraverso un progetto che diventa apoteosi di una totale perdita di senso: un percorso labirintico ed irregolare di ciottoli guida i visitatori tra 2.711 pilastri di calcestruzzo disposti a scacchiera che sembrano affondare ambiguamente in un terreno che segue un movimento ondulatorio, senza lasciare alcuna speranza di risalita. La vasta griglia del memoriale rappresenta l’estensione delle vie adiacenti al sito, ma è anche evocazione inquietante della rigida disciplina inculcata dal regime del Führer. Le colonne evocano, invece, le lapidi funerarie degli ebrei che hanno perso la vita nel massacro. L’idea alla base del progetto sembrerebbe quella di dare forma ad un processo che consenta all’uomo di accettare il male come un aspetto della vita normale. Ed è per questo che nel nuovo memoriale di Berlino la linea che separa vita e morte, colpevolezza ed innocenza si rivela quasi impercettibile. Man mano che si procede lungo il percorso, il terreno sul quale sorgono le colonne acquista sempre maggiore pendenza: all’inizio del percorso si riesce ad intravedere la città, mentre le fila dei pilastri fanno da cornice al Reichstag. Gradatamente la vista comincia a scomparire, e lo scricchiolio della ghiaia calpestata diventa sempre più rumoroso, finchè il movimento instabile delle colonne inclinate diventa minaccioso ed opprimente. L’effetto di disorientamento è voluto: il visitatore si ritrova solo faccia a faccia col ricordo dell’olocausto. Una volta fuori dal percorso, ritornato nella dimensione reale, tutte le sensazioni appena vissute acquistano maggiore chiarezza. In tal modo l’architetto intende far rivivere momenti agghiaccianti senza alcun tipo di sentimentalismo: “Non voglio che i visitatori si commuovano per poi andar via con la coscienza pulita”. Venerdì 13 maggio a Palazzo Vecchio è in programma “Tracce di memoria”, il primo incontro pubblico dopo l’inaugurazione del progetto. Per l’occasione Eisenman risponderà alla domande di giovanissimi critici italiani desiderosi di interrogarlo sui suoi ultimi lavori nell’ambito di una sorta di “seduta psicanalitica pubblica”. Vai alla scheda evento: Tracce di Memoria - Firenze, Palazzo Vecchio www.eisenmanarchitects.com www.holocaust-mahnmal.de
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