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LAVORI PUBBLICI

Lavori pubblici: ritardi per ritrovamenti archeologici

di Daniela Colonna

Il Consiglio dei Ministri approva decreto che introduce istituto volto a verificare la presenza di reperti archeologici nell'area prima dell'inizio dei lavori

Vedi Aggiornamento del 08/06/2009
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30/05/2005 – Il Consiglio dei Ministri ha di recente approvato in prima stesura un decreto che introduce un istituto finalizzato a rendere più sicuri da ritardi e sospensioni i prossimi lavori pubblici per la realizzazione delle Grandi Infrastrutture di cui alla legge obiettivo. Dalll’apertura di vari cantieri in tutta Italia, non sono infatti mancati problemi e ritardi dovuti a ritrovamenti archeologici nelle aree sulle quali si stava lavorando. Si può facilmente comprendere la necessità si sospendere i lavori al fine di stabilire il livello di importanza dei ritrovamenti, per poi decidere se trasferire i reperti in musei o altri luoghi adatti o addirittura chiudere la zona e farne un sito archeologico. Con questo decreto si introduce un nuovo istituto che coinvolge gli esperti di archeologia del ministero dei beni culturali. Il loro compito consisterebbe nel verificare preventivamente (quindi prima che i lavori inizino) se l’area individuata per la realizzazione dell’infrastruttura potrebbe essere un eventuale sito archeologico. Naturalmente la verifica verrebbe effettuata per mezzo di indagini geologiche e archeologiche effettuate sul posto ma anche per mezzo dello studio di dati di archivio e bibliografici. Se dopo la verifica non dovesse emergere alcun sospetto di presenza di beni archeologici nell’area, trascorsi 30 giorni dalla ricezione della documentazione contenenti le risultanze della verifica, il Sovrintendente chiuderebbe la procedura. Se, a seguito dell’istruttoria, dovessero emergere elementi tali da far pensare alla presenza di reperti di interesse archeologico nella zona, allora si procederebbe alla verifica effettiva a conclusione della quale: A) se i reperti non hanno alcun valore, si procede alla realizzazione sul posto dell'opera pubblica in progetto; B) se i reperti hanno valore ma possono essere trasferiti in altri luoghi, si procede al loro prelievo e poi si iniziano i lavori; C) se i reperti sono tali da costituire un'importante scoperta che non può essere trasferita perché consiste in ville o altro, la zona si trasforma in sito archeologico e l'opera infrastrutturale viene realizzata altrove. La bozza di decreto non è ancora disponibile

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