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MERCATI

Ance: osservatorio congiunturale comparto costruzioni

di Roberta Dragone

Nell'anno in corso continua il trend positivo in atto da sei anni, anche se con un po di rallentamento

Vedi Aggiornamento del 30/06/2005
23/05/2005 – Il comparto costruzioni conferma l’andamento positivo degli ultimi sei anni e la capacità di trainare la produzione in un quadro complessivo che mostra ancora segni di debolezza. È quanto ha dichiarato lo scorso 17 maggio il Presidente dell’Ance Claudio De Albertis in occasione della presentazione dell’Osservatorio congiunturale sull’Industria delle costruzioni. L’indagine condotta dall’Associazione nazionale dei costruttori edili ha raccolto dati positivi. Le stime di crescita dell’1,3% formulate lo scorso ottobre (vedi notizia collegata) si sono rivelate anche inferiori alla realtà. Questo – spiega De Albertis – è dovuto soprattutto all’aumento degli investimenti negli immobili, già l’anno scorso in aumento del 4,8%. Ed entro la fine del 2005 si prevede un ulteriore incremento, anche se con un rallentamento, pari all’1,7%. Un ruolo particolarmente importante nella progressiva crescita del mercato immobiliare giocherebbe l’inserimento stabile degli immigrati in Italia, che sempre più spesso diventano proprietari delle case che abitano. E questo – spiega il vicepresidente dell’Ance Claudio sete – è stato possibile grazie alla sostanziale diminuzione dei tassi di interesse, conseguenza dell’adesione dell’Italia all’Unione monetaria europea e dell’introduzione dell’euro. La crescita nel settore costruzioni sarebbe testimoniata dall’andamento del mercato del lavoro:solo lo scorso anno gli occupati nel settore delle costruzioni sono aumentati del 5,2%, a fronte di una crescita complessiva dello 0,7 %. Negli ultimi sei anni gli occupati in edilizia sono aumentati del 22,7%, contro una crescita dell’8,8% nell’intero sistema economico. Per il 2005 si prevede ancora crescita, sebbene con un andamento meno vivace. Non mancano infatti “incertezze”, che l’Ance attribuisce alla riduzione delle risorse per le infrastrutture (-14% nel 2005, -16% nel 2004) e agli effetti del tetto di spesa del 2% imposto alle pubbliche amministrazioni. Resta, inoltre, da risolvere il nodo finanziario legato alle opere della legge obiettivo. “Mancano all’appello - dichiara DE Albertis - 27.207 milioni di euro, e cioè il 51% del costo complessivo delle 85 opere approvate dal Cipe”.
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