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Ultrasuoni per monitorare lo stato di salute degli edifici
TECNOLOGIE

Ultrasuoni per monitorare lo stato di salute degli edifici

di Roberta Dragone
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Cnr e Università Roma Tre studiano la sperimentazione di nuove metodologie di diagnostica sulle Mura Aureliane

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04/05/2005 - La metodologia di indagine diagnostica potrebbe essere applicata per lo studio dei materiali da costruzione. L’Istituto di acustica del Cnr di Roma (Idac) e l’Università Roma Tre stanno mettendo a punto un progetto che consentirà di indagare, mediante l’impiego di ultrasuoni, lo stato di salute degli edifici. Teatro di sperimentazione sono le Mura Aureliane: una nuova tecnica diagnostica consentirà lo studio dei materiali che compongono le mura. La tecnica è stata illustrata nel corso del Convegno “Monumenti storici e nuove metodologie di diagnostica strutturale”, tenutosi lo scorso 6 aprile presso l’Università Roma Tre. “Si tratta di sensori di emissioni acustiche a diverse frequenze - spiega Giovanni Gregori, ricercatore dell’Idac-Cnr - e la tecnica è basata sull’ascolto degli ultrasuoni emessi dalla struttura”. “Una tecnica già applicata, con successo, per monitorare vulcani, fenomeni geotermici e terremoti, per studiare leghe metalliche e calcestruzzi, mentre sono in corso ulteriori studi per le possibili applicazioni alla prevenzione dei movimenti franosi e al flusso dei ghiacciai”. Ecco in che modo avviene l’ascolto degli ultrasuoni emessi dalla struttura: si verifica un rilascio di energia che si trasmette sottoforma di onda elastica in tutto il materiale. Sul materiale si dispongono dei sensori che trasformano l’onda di pressione in segnale elettrico. Il segnale pre-amplificato, trasmesso via fibre ottiche, può essere analizzato in tempo reale da un apposito software. È così che Ginevra Salerno, docente del dipartimento di Strutture dell’Università Roma Tre, spiega il funzionamento della tecnica ad ultrasuoni. Il segnale è in grado di captare segnali di eventuali cedimenti strutturali, e questo consente di intervenire preventivamente sull’edificio interessato. Le Mura Aureliane sono un manufatto molto articolato, con una complessa storia di restauri, modifiche e rifacimenti, realizzati con materiali e tecniche di costruzione diversi. “Questa varietà morfologica - precisa Gregari - consente un’analisi circostanziata e precisa direttamente sul manufatto, come in un laboratorio, e permetterà di testare la metodologia per poterla poi applicare ad altre strutture dei nostri beni culturali”. L’idea è di estendere la tecnica anche al monitoraggio delle opere civili. Sino ad ora – spiega Ginevra Salerno – l’utilizzo della diagnostica acustica nell’ambito civile è stato tuttavia frenato dai costi, che risultano troppo alti per un impiego della tecnica su larga scala. Per maggiori informazioni
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