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LAVORI PUBBLICI

Chiarimenti su appalti misti e requisiti di qualificazione

di Rossella Calabrese

L’Autorità per la vigilanza risponde alle stazioni appaltanti e spiega i criteri di applicazione della normativa sui LL PP

Vedi Aggiornamento del 08/09/2005
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27/06/2005 - È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la determinazione n. 3/2005 emanata dall’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici contenente chiarimenti sugli appalti misti e sui requisiti di qualificazione, per rispondere alle richieste di delucidazioni pervenute da alcune stazioni appaltanti. Dopo aver precisato che l’appalto misto è quello costituito da prestazioni eterogenee, concernenti settori assoggettati a differenti discipline (lavori, servizi, forniture), l’Autorità affronta il problema di qualificare l’appalto per poi applicare la disciplina pertinente. Secondo la legge Merloni (109/1994) si applicano le norme della legge stessa qualora i lavori assumano rilevanza economica superiore al 50 per cento, seguendo il criterio della prevalenza economica. Su tale disposizione tuttavia la Commissione ha formulato dei rilievi circa la compatibilità della norma italiana con il diritto comunitario, contestando che non basta applicare il criterio della prevalenza economica, ma occorre considerare la connotazione dell'accessorietà o meno della componente lavori rispetto alle altre prestazioni e viceversa. Il Ministero delle infrastrutture e trasporti ha recepito questa impostazione e, nella circolare 2316 del 18/12/2003, ha applicato un criterio che mira ad identificare la natura propria dell'appalto, accanto a quello della prevalenza economica. Successivamente, la Direttiva unificata n. 18/2004/CE precisa che se il contratto contiene lavori qualificabili accessori rispetto ai servizi, l'appalto si definisce comunque di servizi. Tale disposizione sarà introdotta nella Merloni. In definitiva, il Consiglio ha stabilito che: - nei contratti misti la normativa sui lavori pubblici si applica quando i lavori costituiscono l'oggetto principale del contratto, a prescindere dalla rilevanza economica; - le disposizioni della legge 109/1994 e s.m. in materia di qualificazione si applicano quando l'appalto misto comprende l'esecuzione di lavori, a prescindere dal valore e dall'accessorietà degli stessi rispetto ai servizi o alle forniture; - nei bandi relativi ad appalti misti devono essere evidenziate le categorie e le classifiche relative ai lavori da eseguire, anche se accessori o di valore inferiore al 50 per cento dell'importo dell'appalto; i concorrenti devono dimostrare di essere in possesso della qualificazione richiesta per l'esecuzione dei lavori; - negli appalti misti, qualora la componente lavori, anche se accessoria o di valore inferiore al 50 per cento dell'appalto, superi la soglia dei 20.658.276 di euro, si applica la disposizione di cui all'articolo 3, comma 6, del DPR n. 34/2000, per cui l'impresa concorrente, oltre alla qualificazione conseguita nella classifica VIII, dovrà dimostrare di aver realizzato, nel quinquennio antecedente la data di pubblicazione del bando, una cifra d'affari in lavori non inferiore a tre volte l'importo a base di gara; detto requisito di cui all'art. 18, commi 3 e 4, del DPR citato, è comprovato esclusivamente con riferimento alla cifra d'affari in lavori, e non anche in servizi e forniture.

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