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MERCATI

Amianto: ancora forte la presenza sul territorio

di Rossella Calabrese

Il Cnr rende noti i risultati di studi e le previsioni per il futuro

Vedi Aggiornamento del 12/09/2005
30/06/2005 - L’Istat ha reso noti gli ultimi dati relativi all’entità della presenza di amianto sul territorio nazionale. La quantità di lastre di cemento-amianto messe in opera negli ultimi trent’anni nel nostro Paese varia tra i 2 e i 3 miliardi di mq e le superfici coperte con amianto sono valutabili nell'ordine di qualche milione di mq per le grandi città. Tra il 1995 e il 1996 sono stati rimossi alcuni milioni di mq di pannelli di eternit, come fa sapere l'associazione delle imprese del settore, per un totale di circa 85.000 tonnellate di rifiuti pericolosi prodotti, e sono state bonificate con diverse tecniche come con incapsulamento o sopracopertura. superfici pari a circa un quinto del totale. A partire dagli anni Cinquanta sono stati condotti studi epidemiologici che, non solo hanno confermato l'esistenza di un nesso causale tra esposizione ad amianto e patologie ad esso riconducibili, ma hanno stabilito che esiste una stretta relazione tra amianto e mesotelioma, il tumore maligno della pleura; inoltre, l'intervallo di tempo intercorrente tra l'inizio dell'esposizione e la comparsa delle patologie è all'incirca 15-20 anni per l'asbestosi ad anche 20 - 40 per il carcinoma polmonare ed il mesotelioma. Le proiezioni per il futuro rivelano che ci sarà un aumento progressivo dei tassi di mortalità, in particolare in Italia, dove i carcinomi polmonari attribuibili all'amianto sono attualmente 1000-1500 per anno e, si presume, aumenteranno fino a 20-30000 nei prossimi dieci anni tra le persone che sono state esposte all’amianto nell'ambiente di lavoro o di vita. Dai dati resi noti durante una giornata di studio dedicata alle coperture in amianto promossa dal CNR, si deduce che il problema amianto è vasto e complesso, e che avrà effetti per molti anni ancora. Oltre a provvedimenti di carattere normativo, occorre dunque incentivare la ricerca scientifica, finalizzandola peraltro verso i diversi aspetti del problema. Nell'ambito della manifestazione sono stati esposti i diversi aspetti dalla ricerca medica e chimica per la prevenzione e la cura delle patologie da amianto, e l‘identificazione di una scala di patogenicità delle fibre di amianto. Inoltre, sono stati illustrati i primi risultati di alcuni studi per la ricerca di nuovi metodi di inertizzazione di materiali contenenti amianto, e presentati nuovi sistemi di monitoraggio per la valutazione del rischio amianto in strutture che lo contengono, infine, il comportamento in discarica dei rifiuti di amianto non solo a breve e a lungo termine ma, considerando l'impatto ambientale dello smaltimento in discarica, anche a lunghissimo termine. Le due leggi chiave in materia di amianto sono la L. 257/92 (la cui modifica è oggi all’esame del Parlamento) e la L. 277/91: la prima è la legge quadro che ha vietato la produzione e manipolazione a scopo industriale e commerciale dell’amianto e ha reso obbligatoria la “bonifica” dei siti inquinati da amianto; la seconda ha disciplinato le modalità di svolgimento delle operazioni di bonifica, soprattutto a tutela dei lavoratori a rischio di esposizione ad amianto.
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