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NORMATIVA

Abruzzo: gestione pubblica delle acque

di Rossella Calabrese

Stop ai privati nelle Spa che gestiscono i servizi idrici

Vedi Aggiornamento del 05/01/2006
16/06/2005 - Modifiche in arrivo per gli statuti delle Spa miste che gestiscono i servizi idrici integrati dei sei Ambiti Territoriali Ottimali (Ato) abruzzesi. A chiederle è il nuovo assessore regionale ai lavori pubblici Mimmo Srour, al fine di garantire la gestione pubblica in house dei servizi idrici. Entro il 30 giugno le Spa miste, costituite ai sensi della legge Galli (36/1994), dovrebbero abrogare le parti dello statuto che prevedono la vendita di quote ai privati. Sulla questione si pronunceranno anche i sindaci che fanno parte delle assemblee degli Ato. L’obiettivo dell’amministrazione regionale è quello di escludere qualsiasi forma di cessione delle azioni, di riportare il servizio sotto il controllo diretto delle amministrazioni comunali, nonché di limitare le attività di ogni Spa al territorio di riferimento, senza sconfinare in ambiti contigui o nelle regioni vicine. Per attuare queste modifiche occorrerà rivedere la L.R. 2/1997, che attua la legge Galli, e predisporre un nuovo schema unico di convenzione tra Ato ed enti gestori, al fine di garantire un servizio omogeneo a tutti i cittadini, ma anche per impedire l’ingresso di grandi gruppi industriali nel settore idrico. Questa posizione escluderebbe le gare europee e ripristinerebbe il meccanismo, non concorrenziale, dell’in house. La legge regionale 2/1997 divide il territorio abruzzese in sei Ato, in ognuno dei quali il servizio idrico integrato è gestito da un unico ente, sulla base dei piani d’ambito e dei programmi relativi agli interventi infrastrutturali.
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