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PROGETTAZIONE

Verifica e validazione progetti: ancora attesa

di Roberta Dragone

Dal Ministero nessuna novità sulla bozza di schema presentata a gennaio scorso che aprirebbe il mercato ai professionisti

Vedi Aggiornamento del 21/12/2005
17/06/2005 – Apertura delle attività di validazione dei progetti anche ai professionisti e alle società di ingegneria. È questa la principale novità introdotta dalla bozza di regolamento che il viceministro per le Infrastrutture e trasporti Ugo Martinat ha presentato lo scorso gennaio a Roma in occasione di un seminario di tre giorni organizzato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e dal Dipartimento Opere Pubbliche ed Edilizia del Ministero. Il varo delle norme sulla verifica dei progetti – come dichiarava Martinat al momento della presentazione del nuovo regolamento – sarebbe giunto nel giro di poche settimane, ma così non è stato. Il provvedimento non ha ancora iniziato l’iter tradizionale poiché è ancora oggetto di verifiche tecniche al Ministero. La verifica del progetto è prevista dagli articoli 16 e 30 della Legge 109/94, nota come legge quadro sui lavori pubblici, in attuazione della quale interviene il dpr 554 del 21 dicembre 1999, che costituisce l’attuale regolamento per le attività di verifica (art. 46) e validazione (art. 47) del progetto. Tuttavia, la legge 166/02, non ritenendo adeguato quanto previsto dal dpr 554/99, chiede la predisposizione di un apposito regolamento, separato dal regolamento generale della 109/94, che regoli le attività di verifica. Questo spiega la presentazione avvenuta lo scorso gennaio della bozza di schema di modifica del dpr 554/99, che il consigliere giuridico del ministero delle Infrastrutture Giuseppe Giuffrè ha illustrato nei contenuti (vedi allegato alla notizia). Se oggi la verifica dei progetti è compito esclusivo delle società di validazione accreditate dal Sincert, la nuova bozza apre il mercato anche a progettisti e società di ingegneria. Questi però potranno accedere alla validazione dei progetti solo per lavori il cui valore sia inferiore ai 20 milioni di euro. Non più dunque l’accreditamento Sincert, ma soltanto la certificazione di qualità Iso 9001/2000 per attestare la separazione tra unità di verifica e unità di progettazione. Scompare anche l’obbligo della certificazione per lavori al di sotto di 500mila euro, o relativi a opere a rete di importo inferiore a 5 milioni. Per le opere che superino tale importo continuerà ad essere necessario l’intervento delle società specializzate (così come stabilito dalla norma Uni Cei En 45004). Il nuovo mercato binario delineato dallo schema di regolamento sarà controllato da una commissione centrale permanente, costituita presso il ministero delle Infrastrutture, che coordinerà lo svolgimento delle attività di verifica. Diverse sono state le reazioni allo schema di regolamento. Se il Sincert ha espresso la propria disponibilità a collaborare con il ministero per la definizione delle regole tecniche, non è difficile immaginare il parere positivo dei professionisti. Intervenuto in occasione del seminario, il vicepresidente del Consiglio nazionale degli ingegneri Romeo La Pietra ha sottolineato l’esigenza di ampliare il mercato degli abilitati a svolgere il compito di validatori, attualmente ristretto a pochissimi particolari soggetti. E ha proposto di affidare proprio agli Ordini Professionali il compito di demandare la verifica e validazione dei progetti: “ruolo - dichiara La Pietra - che essi potrebbero svolgere ad esempio tramite la creazione di appositi elenchi comprendenti professionisti, singoli o in società, abilitati a svolgere dette importanti attività”. Questo implicherebbe anche una ottimizzazione della tempistica per lo svolgimento delle suddette attività. Di parere contrario sono le società di verifica riunite in Ascoteco, che hanno sottolineato la necessità di assoluta terzietà del validatore al fine di garantire l’imparzialità rispetto ai professionisti che firmano i progetti.
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