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CERTIFICAZIONE

Certificato globale garantisce qualità dell’impresa

di Rossella Calabrese

Non è necessario specificare le singole lavorazioni

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01/07/2005 - Con la sentenza 1181 del 6 giugno 2005, il Tar Lombardia si è pronunciato sulla legittimità, per un’impresa edile, di avvalersi del dimezzamento del deposito cauzionale previsto dalla legge Merloni per chi è in possesso di certificazione di qualità Uni Cei Iso per le attività svolte. I giudici hanno stabilito che “è sufficiente che il certificato di qualità identifichi sinteticamente i processi e le tipologie nei quali l’impresa ha dimostrato di operare in qualità e che sono state oggetto di valutazione da parte dell’organismo di certificazione, senza che si renda necessaria la menzione specifica dei codici alfanumerici che distinguono le singole categorie”. È stata in questo modo riammessa in graduatoria una società cooperativa cui il Comune di Milano aveva annullato l’affidamento dei lavori per aver dimezzato il deposito cauzionale in virtù di una certificazione relativa a categorie diverse da quelle richieste nel bando. Il Tar invece ha deciso che la certificazione, riferita agli aspetti gestionali dell’impresa nel complesso, è sufficiente a garantire la qualità delle attività, senza l’obbligo di indicare le singole categorie delle lavorazioni eseguite.

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