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NORMATIVA

Vibrazioni: prosegue l’iter della bozza di decreto

di Roberta Dragone

Approvato dalle Commissioni parlamentari, il provvedimento attende il parere della conferenza Stato-Regioni

Vedi Aggiornamento del 05/09/2005
11/07/2005 – Prosegue l’iter legislativo dello schema di decreto recante attuazione della direttiva 2002/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulle prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche. Lo scorso 20 maggio il Consiglio dei Ministri approvava in via preliminare lo schema di provvedimento, la cui entrata in vigore era prevista per il 6 luglio 2005. Trasmesso al Senato il 24 maggio 2005, lo schema di decreto ha ottenuto l’approvazione delle commissioni parlamentari. Si attende ora il parere della conferenza Stato-Regioni. Campo di applicazione sono tutte le attività in cui i lavoratori sono esposti o possono essere esposti a rischi derivanti da vibrazioni meccaniche durante il lavoro, nei settori già disciplinati dalla direttiva 89/391/CEE. Il provvedimento prevede (art. 3) delle soglie di esposizione e valori di azione giornalieri per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio e per le vibrazioni trasmesse al corpo intero. Se oltrepassate, impongono obblighi per il datore di lavoro. Il superamento dei valori di azione fa scattare le misure per la tutela dei lavoratori. In caso vengano oltrepassati i valori limite di esposizione devono invece essere avviate le misure necessarie a riportare i livelli di inquinamento al di sotto della soglia d’allarme. L’articolo 4 obbliga il datore di lavoro alla valutazione dei rischi per la quale è possibile usufruire della banca dati dell’Ispel o delle Regioni. In alcuni casi, il datore di lavoro deve provvedere alla misurazione vera e propria dei livelli delle vibrazioni meccaniche cui i lavoratori sono esposti. È inoltre obbligatorio il periodico aggiornamento della valutazione dei rischi. L’articolo 5 prevede che il datore di lavoro elabori ed applichi un programma di misure tecniche al fine di eliminare o ridurre al minimo i rischi. L’articolo 6 prevede che il datore di lavoro garantisca ai lavoratori la formazione e l’informazione necessarie per evitare l’esposizione a rischi. L’articolo 7 specifica le modalità per provvedere alla sorveglianza sanitaria, mentre l’articolo 8 dà istruzioni sulle modalità di istituzione e conservazione delle cartelle sanitarie dei lavoratori esposti da parte del medico competente. L’articolo 9 prevede deroghe per i settori della navigazione marittima e aerea e nel caso di attività lavorative in cui l’esposizione alle vibrazioni meccaniche è abitualmente inferiore ai valori d’azione. Gli articoli 10 11 e 12 dispongono le armonizzazioni con il corpus giuridico nazionale e le sanzioni penali per la violazione di alcuni degli obblighi prescritti. L’articolo 13 dispone l’entrata in vigore. Quella ufficiale corrisponde al 6 luglio 2005, ma sono previste delle proroghe: per le attrezzature messe a disposizione dei lavoratori prima del 6 luglio 2007 l’obbligo del rispetto dei nuovi limiti di esposizione entrerà in vigore dal 6 luglio 2010. Mentre per il settore agricolo e forestale l’entrata in vigore è prevista per il 6 luglio del 2014.
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