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La validazione del Piano di sicurezza e coordinamento

La validazione del Piano di sicurezza e coordinamento

La normativa non prevede il piano di sicurezza nel progetto definitivo; la bozza di regolamento all’esame del Parlamento

di Rossella Calabrese
17/08/2005 - La validazione del progetto è una delle più recenti novità per l’attività di progettazione. È prevista soltanto per le opere pubbliche e si applica anche ai Piani di sicurezza e coordinamento (Psc). La materia dei piani sicurezza è disciplinata dal Dlgs 494/96 e dalla L. 109/94 (legge Merloni) per il settore pubblico, e dal solo Dlgs 494/96 per quello privato. Alcune imperfezioni nelle normative possono determinare situazioni critiche, come nel caso dell’appalto integrato, per il quale la gara d’appalto viene fatta sulla base del progetto definitivo, per il quale la Merloni non richiede il Psc. Il regolamento di attuazione della Merloni prevede, invece, che nel progetto preliminare siano fornite le prime indicazioni e disposizioni per la redazione dei piani di sicurezza; il Psc non compare tra i documenti a corredi del progetto definitivo, mentre fa parte di quelli che costituiscono il progetti esecutivo. È un nodo cruciale poiché, con la diffusione dell’appalto integrato, aumentano i progetti definitivi da validare primi di essere posti a base di gara. L’integrazione della sicurezza nella fase progettuale come strumento di prevenzione è stata introdotta dalla direttiva 92/57/Cee, recepita in Italia dal Dlgs 494/96; tale impostazione è ripresa dal regolamento di attuazione della Merloni. Secondo le linee guida redatte in alcuni Paesi europei, il documento dovrebbe contenere indicazioni sulla natura dell’opera da realizzare, sul contesto e sugli eventuali vincoli, sulle scelte progettuali relative anche alla sicurezza nella manutenzione gestione, sul tipo di appalto scelto, infine dovrebbe comprendere un documento relativo alla sicurezza sul cantiere. Per quanto riguarda il livello di dettaglio del documento, i riferimenti normativi sono il Dlgs 494/96 e il Dpr 222/2003. Uno “Schema di regolamento per la verifica dei progetti”, che disciplini tutte la attività di verifica del progetto, è stato predisposto dal viceministro Martinat ed è in discussione al Parlamento: la bozza prevede che le verifiche siano condotte sulla documentazione progettuale, per ogni fase, relativamente ai seguenti aspetti: affidabilità, completezza, chiarezza, leggibilità e ripercorribilità, conformità. La conformità è riferita alle normative di riferimento, all’inserimento e all’impatto ambientale, alla funzionalità, fruibilità e stabilità delle strutture, alla sicurezza di persone e impianti, alla durata e manutenibilità, al rispetto dei tempi e dei costi e all’organizzazione del cantiere. La schema disciplina, inoltre, la verifica della documentazione di stima economica e le modalità di validazione. La validazione è definita come un atto formale che restituisce gli esiti delle verifiche e dell’esame in contraddittorio con il progettista, è sottoscritto dal responsabile del procedimento e contiene il rapporto conclusivo del verificatore e le eventuali osservazioni del progettista. Lo schema di verifica ha adottato i concetti e i termini della Iso 9000:2000 sui sistemi di gestione della qualità.
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