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RISTRUTTURAZIONE Superbonus 110%, meno burocrazia per i lavori di efficientamento energetico e antisismici
NORMATIVA

Energia: doppione di regole per gli edifici

di Roberta Dragone

Pochi giorni dopo l’approvazione dello schema di decreto che recepisce la direttiva 2002/91/CE, compare su GU il decreto in attuazione della 10/1991

Vedi Aggiornamento del 06/10/2006
Commenti 15063
31/08/2005 – Sulla Gazzetta Ufficiale del 2 agosto scorso è stato pubblicato un decreto che detta le regole per il contenimento del fabbisogno energetico degli edifici. Non si tratta dello schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sul rendimento energetico in edilizia, bensì del decreto 27 luglio 2005 del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti contenente il regolamento di attuazione della legge n. 10 del 9 gennaio 1991 recante “Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”. Un doppione di regole che rischia di creare caos attorno all’argomento. Ricordiamo infatti che nella seduta dello scorso 27 luglio la X Commissione Attività produttive concludeva l’esame dello schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2002/91/CE. Favorevole il parere delle Commissioni parlamentari, che ponevano come condizione l’estensione della normativa introdotta dallo schema di decreto – rivolta ai soli edifici di nuova costruzione – anche agli edifici oggetto di ristrutturazione sugli edifici la cui superficie sia superiore ai 1000 metri quadrati. Il testo, in attesa della firma del Presidente della repubblica per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, è stato inaspettatamente “doppiato” dal decreto comparso sulla Gazzetta del 2 agosto scorso, che emana il regolamento di attuazione di una legge di quasi 15 anni fa. Il decreto 27 luglio 2005, esattamente come richiedevano le Commissioni parlamentari per la bozza di decreto in attuazione della direttiva 2002/91/CE, si applica “agli edifici di nuova costruzione e a quelli esistenti oggetto di interventi di ristrutturazione importanti”. È quanto si legge all’articolo 1 comma 2. Nessun doppione invece per quanto riguarda l’utilizzo dei coefficienti per la valutazione del rendimento energetico. Il decreto ministeriale 27 luglio 2005 adotta il coefficiente di dispersione termica; scelta che non ha incontrato il parere favorevole del Ministero delle Attività produttive. Quest’ultimo, non interpellato per una consultazione preventiva al licenziamento del decreto – ha sottolineato che “da tempo l’Europa ha sostituito il coefficiente Cd con un sistema di valutazione che si basa sulla prestazione energetica”. Comuni e progettisti devono ora rispettare gli obblighi e le indicazioni del nuovo decreto ministeriale che, entrato in vigore il 3 agosto 2005, è di fatto diventato il provvedimento di riferimento e rimarrà tale sino all’effettiva entrata in vigore dello schema di decreto che recepisce la direttiva europea. Nonché sino a quando non saranno stati messi a punto i diversi decreti attuativi cui lo schema di decreto affida la definizione dei criteri generali e delle metodologie di calcolo per il contenimento del consumo energetico degli edifici.

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Altri commenti
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Ing. Savoia Paolo

In merito all'articolo pubbicato oggi (http://www.edilportale.com/edilnews/NpopUp.asp?idDoc=6908&iDCat=27), in particolare all'entrata in vigore del DM, volevo riportarle alcune riflessioni raccolte nel forum dell'ANIT, dove si è giustamente osservato che per quando riguarda il vigore o meno del decreto l'art. 37 della legge 10 parla di 180 giorni per le norme del titolo II. Il decreto è attuativo dell'art.4 (titolo I) ma allo stesso articolo si parla di "[...] criteri tecnico-costruttivi [...] che facilitino il raggiungimento degli obiettivi [...] al titolo II. Inoltre la stessa ANIT sottolinea alcuni dubbi di legittimità: infatti si deve osservare che il decreto doveva essere un DPR e non un DM, doveva ottenere il concerto con MICA , parere CNR ENEA, Regioni.( vedi art. 4 comma 1 e 2legge 10/91).