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URBANISTICA

I Comuni possono modificare i piani di attuazione

di Rossella Calabrese

Il Consiglio di Stato respinge ricorso contro esproprio conseguente a variante

Vedi Aggiornamento del 07/12/2007
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31/08/2005 – Con la sentenza numero 4018 del 28 luglio 2005 il Consiglio di Stato, ribadendo un orientamento già emerso da precedenti pronunce, ha stabilito che i Comuni hanno sempre la facoltà di apportare modifiche ad un piano di attuazione di iniziativa privata, come i piani di lottizzazione o i piani particolareggiati, qualora sussistano ragioni di pubblico interesse. Nel caso in cui sia già stata sottoscritta la convenzione tra le parti, il Comune ha l’obbligo di motivare le modifiche apportate al piano esecutivo. Nel caso in oggetto, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso dei proprietari di un’area espropriata dal Comune per essere destinata a spazio pubblico; con apposita variante il l’Ente ha modificato la distribuzione degli spazi pubblici nell’ambito di un piano particolareggiato, ricomprendendo un’area privata confinante, che è stata quindi espropriata. Secondo i giudici la delibera del Consiglio comunale è legittima in quanto «sufficientemente e congruamente supportata anche da argomentazioni attinenti l’interesse ambientale e la contiguità con altra area pubblica». Dalle motivazioni addotte dal Comune emergeva che il nuovo assetto dell’area non comportava danni ai diritti di terzi, ma era compatibile con il traffico pedonale, ciclabile e carrabile. Inoltre, la destinazione d’uso dell’area espropriata risponde alle previsioni contenute nella variante generale al Prg, variante che i ricorrenti non hanno impugnato.

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