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Bellaria-Igea Marina: gli esiti del concorso
ARCHITETTURA

Bellaria-Igea Marina: gli esiti del concorso

di Roberta Dragone

Il progetto vincitore che trasformerà l’Isola dei Platani

27/09/2005 – Il Comune di Bellaria Igea Marina ha scelto il miglior progetto per la riqualificazione architettonica e paesaggistica della via Paolo Guidi, convenzionalmente definita “Isola dei Platani”. I vincitori del concorso sono Stefano Dosi e Claudia Cirolli. Il bando richiedeva lo studio e l'individuazione di interventi che apportassero cambiamenti dell’area sia sotto il profilo dell’architettura urbana sia dal punto di vista del rapporto tra spazio pubblico ed attività private. “Bellaria ed Igea marina – si legge nella descrizione del progetto vincitore - vicinissime ma non strettamente interlacciate, devono risultare un unico pensiero. Evidenziare i collegamenti ed incentivare i percorsi tra i due poli, in un flusso che deve essere continuo e senza più rotture o disarticolazioni”. Questo dunque il principio ispiratore di un progetto che fa dell’Isola dei Platani “una sorta di luogo urbano che diviene diario di bordo e generatore di input verso tutte le attività del territorio e di ciò che esso offre al cittadino e al turista”. Dalla nuova stazione di Bellaria, attraverso l’isola dei Platani, si dipana il percorso principale, denso di episodi culturali. Il canale e la nuova darsena si incontrano in un percorso continuo tra i panorami della nautica da diporto, sino a piegare per i giardini dell’ex-colonia che ospitano nuovi spazi espositivi temporanei, sino al nuovo yacht club ed al molo multi-funzione. Un flusso continuo che non dimentica mete vicine quali il parco del gelso o l'ex-fornace. I “nuovi temi” individuati nel progetto si traducono in nuovi stazioni integrate a nuovi e diversi spazi per il commercio, per i sensi, per la nautica, il benessere e la cultura. Il riuso dell'ex-fornace come "Museo della Trasformazione", polo culturale che spiega un tema trasversale a tutte le discipline, divenendone simbolo. O la proposta di un "Laboratorio del Gusto", un "Urban Center" ove è la cittadina stessa che si mette in mostra per essere capita o conosciuta. L'apertura della visuale verso la torre saracena e lo scorporo dei musei. E ancora: un nuovo modo di concepire il molo, con percorsi salute e verde ondulato. Ma anche nuove forme di balneazione, rubando spazi al mare, sopra gli scogli, ora accessibili con un nuovo pontile/approdo e prendisole. Ed un vecchio cinema all'aperto che diventa nuovo locale di riferimento en plair air. Per l'isola dei platani gli architetti hanno scelto una nuova pavimentazione lapidea, nei toni del grigio. Il contrappunto è affidato alla metrica degli alberi e del nuovo sistema di sedute, ora per l'informazione e la comunicazione, ora bordo rialzato per giochi e lame d'acqua e di verde fiorito. Un ruolo importante nella ricerca dell’unione è affidato anche alla luce: una fenditura nella pavimentazione, bordata da lunghe fasce in pietra chiara, dipana il percorso e collega le vie afferenti, ad indicare la necessità di un elemento di unione del "sistema" e la sua nuova ramificazione. Una illuminazione d’atmosfera segna poi inferiormente i sistemi di sedute, contribuendo a rendere quasi "immateriali" i netti volumi di pietra. Altrove, moderni fasci luminosi giungono a terra dalle modanature, marcapiani e sporti degli edifici prospicienti le vie. Corpi illuminanti incassati a terra evidenziano infine alberi, verde rampicante, edifici o scorci di pregio, minimizzando il ricorso all'illuminazione a stelo. “Il progetto – si legge nella relazione delle giuria - interpreta la qualità dei luoghi circostanti il viale dell’isola dei platani, ne riconosce le contraddizioni semantiche e il non eccelso livello architettonico e cerca di sovrapporre, almeno nei nodi qualificanti l’asse, delle strutture, a mò di quinta, capace di fare intendere come potrebbe diventare l’asse in un processo di ristrutturazione urbanistica, e, soprattutto, architettonica. Le strutture proposte, immaginate in elementi a forte tecnologia, ma contemporaneamente riproponenti una sorta di immagine artistica fortemente incentrata sull’uso sapiente del verde, richiamano tendenze, sia dell’arte contemporanea, sia dell’architettura dei giardini di indubbio interesse semantico. In conclusione, il progetto si è sicuramente distinto, sia per le risposte date alle innegabili esigenze turistiche del Comune di Bellaria-Igea Marina, sia per la coerenza dell’impostazione urbanistica, che è sottolineata dalla sapiente distribuzione degli aspetti funzionali negli spazi urbani. Sicuramente originali e di ottimo livello le proposte a scala architettonica, che possono costituire oggetto di richiamo di nuovi visitatori e di tendenza per l’area della riviera romagnola”.
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