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Architettura in condizioni di povertà
AZIENDE

Architettura in condizioni di povertà

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Il Forum organizzato dall’Associazione “PdA - Pensieri di Architettura”

30/09/2005 - Il Forum delle Associazioni degli Studenti, degli Architetti e degli Ingegneri, organizzato dall'Associazione "PdA - Pensieri di Architettura", si è svolto il 22 settembre 2005 all'interno del Festival dell'Architettura di Parma. Le tematiche affrontate hanno suscitato molto interesse, soprattutto tra i giovani, confermando l'attualità e l'importanza dei problemi inerenti alla "Architettura in condizioni di povertà". Motivazioni Oggi, purtroppo, il mondo architettonico è abituato al fatto che quasi tutto quello che si dice e si sente dire ha poco significato e che l’architettura, quanto meno quella che viene comunemente insegnata e mostrata nei corsi, sta diventando sempre più effimera e superficiale. Basta leggere gli articoli delle principali riviste per notare che sono molto rari i veri stimoli di riflessione. Sono convinto che sia proprio per questa ragione che molti studenti non riescono ad appassionarsi a quello che studiano. La colpa, naturalmente, viene data agli studenti stessi, troppo immaturi o svogliati. Un giovane, però, deve credere in quello che fa: come può trovare coinvolgente questo tipo di architettura? Inventare la forma più originale… Parlare un linguaggio esageratamente ricercato… Fare rendering sempre più spaziali… Le facoltà di architettura italiane, invece di capire e affrontare questo problema, si trasformano in esamifici, cioè in macchine per fare esami, e tengono occupati gli studenti a seguire un sempre maggiore numero di corsi, di consegne e di compitini. Uno studente rischia così di arrivare al quinto-sesto anno quasi per inerzia, senza passione, un esame dopo l’altro. Sorge spontanea, perciò, la domanda che ci ha spinto a fondare l’Associazione “PdA – Pensieri di Architettura”: esiste ancora in architettura qualcosa di significativo, che tocchi davvero la vita delle persone? Credo che tutte le Associazioni e i progettisti che sono intervenuti al Forum siano la prova evidente che la risposta è sì. Il “Forum delle Associazioni degli Studenti, degli Architetti e degli Ingegneri” è nato infatti dalla convinzione che di argomenti significativi ne esistano parecchi, eccome: solo, dobbiamo imparare ad andarli a cercare. Avventurandoci fuori da quello che normalmente ci viene proposto e sbirciando un po’ sopra le righe. Per questa ragione abbiamo presentato il Forum come “giornata sopra le righe” all’interno del Festival. Di fronte agli interventi dei grandi architetti e professori sull’architettura tra ricchezza e povertà, noi abbiamo proposto il punto di vista non ufficiale, quello delle Associazioni. Per quanto differiscano tra di loro, esse cercano, tramite l’architettura, di migliorare la condizione di vita di intere categorie di persone. Si può senz’altro discutere della maggiore funzionalità del metodo di un’Associazione rispetto a quello di un’altra: di nessuna, però, le attività potranno mai essere definite “effimere”. A cura di Giacomo Gallarati Resoconto Il “Forum delle associazioni degli studenti, degli architetti e degli ingegneri”, organizzato dalla associazione PdA – Pensieri di Architettura (di Genova), che si è tenuto durante il Festival dell’Architettura di Parma, ha riscosso un grande interesse per la scelta argomento “Architettura in condizioni di povertà”. Nella mattinata si sono trattate le tematiche riguardanti l’architettura e lo sviluppo per i paesi del Terzo Mondo, con un occhio di riguardo alle questioni africane. Sono stati presentati progetti per costruire scuole, case, chiese e campi da calcio, questi ultimi rivolti all’integrazione delle donne nella società. Tutti i partecipanti hanno ribadito l’importanza dell’utilizzo dei materiali e della manodopera locale, non solo per un risparmio finanziario, ma per poter insegnare un mestiere alle varie popolazioni, come ad esempio la produzione di mattoni in terra cruda e la loro messa in opera. Alla richiesta di come gli studenti possano collaborare allo sviluppo di questi paesi, si è indicata prevalentemente la strada delle Missioni, questi organismi religiosi infatti organizzano campi di costruzione in molte località e sicuramente questa iniziativa può essere molto formativa per un architetto o un ingegnere che voglia lavorare in questo campo. Nel pomeriggio si è discusso del problema della povertà diffusa a contatto con le nostre città. Il titolo stesso “dove abita il Quarto Mondo”, voleva essere provocatorio, infatti molto si è discusso su come sia sbagliato definire con questo temine le sacche di povertà all’interno della nostra società. Si è parlato di Rom, Gitani, Cinesi e di tutti quegli immigrati che giungono sul nostro territorio, ma un occhio di riguardo si è tenuto sui casi di povertà e degrado sociale nei grandi quartieri dimenticati: dal Corviale di Roma, alla Diga di Begato e al Biscione di Genova. Si è discusso sull’importanza del recupero e di un eventuale riutilizzo di queste strutture, spesso fatiscenti, anche per non “abbandonare” gli abitanti. Queste tematiche hanno suscitato molto interesse e dato che nelle Facoltà se ne parla sempre poco, stiamo organizzando per l’inizio del prossimo anno un incontro/dibattito sulla periferia genovese dal titolo “Potenzialità e Sviluppo”. Speriamo fin d’ora che a questo appuntamento con studenti e cittadini, parteciperanno anche tutti gli enti e gli esponenti istituzionali che verranno invitati. A cura di Nicola Canessa Vai alla scheda evento “Architettura in condizioni di povertà - Forum delle Associazioni studenti, Architetti e Ingegneri nell'ambito del Festival dell'Architettura”
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