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LAVORI PUBBLICI

Valle d’Aosta: nuove norme per i lavori pubblici

di Rossella Calabrese
Commenti 3887

Disciplinati lavori su beni culturali e alzata soglia per incarichi diretti

Vedi Aggiornamento del 31/01/2006
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16/09/2005 - Restando sul tema della disciplina dell’affidamento diretto di incarichi di progettazione, affrontato ieri nell’ articolo relativo alla Regione Veneto, vediamo le novità contenute nella legge 19/2005 della Valle d’Aosta, in vigore dal 7 settembre scorso. La Regione modifica radicalmente le disposizioni in materia di appalti contenute nella precedente legge (12/1996) e introduce un nuovo argomento, quello dei lavori sui beni culturali. Entrando nel dettaglio della nuova legge, si evidenziano diverse novità: - il campo di applicazione della nuova normativa si estende agli scavi archeologici e agli interventi sui beni culturali; - la soglia fino alla quale sono consentiti i lavori in economia passa da 200 a 300 mila euro, comprendendo le opere di urbanizzazione primaria e secondaria e la messa in sicurezza degli edifici; - sono definite cinque procedure di affidamento: amministrazione diretta, cottimo fiduciario, convenzione (fino a 100 mila euro), lettera d’ordine e forma mista; - è stata innalzata la soglia fino alla quale è possibile ricorrere agli incarichi fiduciari di progettazione: da 40.000 a 47.390 euro; - elevata anche la soglia relativa alle varianti in corso d’opera: sono ammesse modifiche fino a un massimo del 20% degli importi delle lavorazioni (era il 10%); - scende invece la soglia fino alla quale è permessa la licitazione privata semplificata, passando da 1,5 a 1,2 milioni di euro; - non occorrerà più una delibera di Giunta per fissare le norme di dettaglio, ma il numero di candidati invitati sarà stabilito di volta in volta nel bando di gara; - per l’affidamento di lavori con procedura negoziata la soglia resta a 100 mila euro ma scompare la precedenza assoluta per le imprese iscritte all’albo regionale di preselezione; - del tutto nuovo è il capo sui lavori sui beni culturali, che si rifà in larga parte alla legislazione nazionale (Dlgs 30/2004), disciplina minuziosamente i diversi livelli di progettazione e fissa, per la licitazione privata semplificata, una soglia più alta rispetto a quella generale (1,5 a fronte di 1,2 milioni di euro).
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