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SICUREZZA

Regioni del Sud: rischio sismico nei centri storici

di Rossella Calabrese
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Pochi controlli sugli edifici, in attesa del fascicolo di fabbricato

Vedi Aggiornamento del 22/05/2008
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09/09/2005 - A quasi 25 anni del terremoto che colpì l’Irpinia, i professionisti delle regioni meridionali chiedono interventi sui centri storici per limitare il rischio sismico e auspicano maggiori controlli sulle procedure di rilascio dei permessi di costruire e sulle Dia. Rispettando la normativa in vigore (il nuovo Testo Unico sulle Norme Tecniche per le costruzioni, che contiene anche le norme antisismiche, sta per essere pubblicato in GU), i nuovi edifici sono costruiti tenendo conto di possibili eventi tellurici; i rischi si concentrano sugli edifici esistenti che andrebbero adeguati ai nuovi standard di sicurezza. Per gli edifici pubblici è obbligatorio intervenire con gli adeguamenti, mentre per quelli privati si tratta di lavori molto costosi. In Campania la classificazione sismica del territorio regionale è stata fatta nel 1983; è seguita quella a livello nazionale nel 2003. La Regione Campania, con la legge 27/2002, ha istituito il “fascicolo del fabbricato”, un documento che riunisca tutti i dati relativi allo stato di salute di un edificio. La legge, bocciata dalla Consulta, non è mai stata applicata. In Sicilia, intanto, va avanti il censimento sulla sicurezza sismica degli edifici strategici. Sono state registrate alcune migliaia tra edifici pubblici e infrastrutture. In seguito si procederà con gli edifici industriali. I professionisti, tuttavia, lamentano le carenze nell’applicazione delle norme antisismiche.
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