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Bari, un futuro da città metropolitana

di Rossella Calabrese

Gli esiti di uno studio sulla città e grandi progetti urbani in mostra

26/10/2005 - Si concentra sulla città di Bari un recente lavoro di ricerca condotto da due prestigiose università: il Politecnico di Milano e la Oxford University. Il capoluogo pugliese è stato analizzato nell’ambito dello studio “Misure e scale della città contemporanea”, prevedendo un imminente cambio di scala della città e la conquista dello status di metropoli, dovuti allo sviluppo della rete ferroviaria e metropolitana, dell’area portuale e di quella aeroportuale. Bari, contrariamente a molte grandi città europee, non ha ancora redatto un piano strategico ma solo un programma. Lo sviluppo urbano è stato al centro di quattro workshop, nei quali è stato affrontato anche il tema dello delle possibili conseguenze dello sviluppo in caso di assenza di controllo e programmazione. Dai workshop sono nati diversi progetti relativi a luoghi strategici della città: la stazione ferroviaria urbana, la nuova stazione per l’alta velocità, il polo fieristico e culturale, lo stadio San Nicola, il nuovo fronte mare, le lame. A questi grandi interventi di trasformazione urbana è dedicata anche una mostra, promossa dalla sezione Edile dell'Assindustria, dal Politecnico di Milano e dal Comune di Bari, aperta dal 25 al 30 ottobre nella Sala Murat, in piazza del Ferrarese, che presenta anche progetti mai realizzati. I progetti in mostra saranno discussi oggi in un forum al quale interverranno, oltre ai progettisti, Antonella Contin del Politecnico di Milano, Pedro Ortiz, progettista del Piano Generale della città di Madrid nel 1995, e Roger Simmonds. All’evento si ricollega il libro “Bari, studi per la metropoli” che descrive i problemi quotidiani di chi vive la città. Bari è una delle quattordici città metropolitane italiane, posta al centro di una conurbazione di comuni connessi al capoluogo da scambi intensi e frequenti; il trasporto su gomma, sia pubblico che privato, è oggi prevalente, anche per quanto riguarda le merci. Ma le infrastrutture sono inadeguate e la ferrovia soffoca la città e lacera il tessuto urbano. Occorrerebbe, secondo Pedro Ortiz, una stazione esterna alla città, sia per liberare il centro murattiano dai binari, sia per migliorare le connessioni con il porto e l’aeroporto. L'attività di ricerca del proseguirà nei prossimi tre anni con borse di studio destinate a studenti che approfondiranno i temi dello studio.
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