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NORMATIVA Demolire e ricostruire in zona A e nei centri storici, ecco quando si può
LAVORI PUBBLICI

Restauro: l’Autorità chiede un riordino normativo

di Rossella Calabrese

Il Presidente dell’organismo di vigilanza sui lavori pubblici, Rossi Brigante, si rivolge al Parlamento

Vedi Aggiornamento del 27/01/2006
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17/10/2005 - In una segnalazione inviata al Parlamento, il presidente dell’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, Alfonso Maria Rossi Brigante, richiama l’attenzione sullo stato di confusione in cui si trova il settore del restauro. L’Autorità denuncia la mancanza di una disciplina certa e univoca sulla qualificazione negli appalti relativi ai beni culturali delle categorie beni immobili (OG2), beni mobili e superfici decorate (OS2) e scavi archeologici (OS25); vi sarebbe una produzione normativa continua, con norme che si sovrappongono, senza esplicita abrogazione delle precedenti. Risultato: grande confusione sui requisiti “speciali e aggiuntivi” necessari alle imprese e ai restauratori per abilitarsi nelle diverse categorie. Ripercorriamo la recente disciplina del settore restauro: Dpr 34/2000 – individua i requisiti generali di qualificazione per le imprese che operano nel settore del restauro. Dm 294/2000 – individua i requisiti di qualificazione aggiuntivi per le lavorazioni OS2, ai sensi di una norma contenuta nella legge Merloni. Sentenza del Tar Lazio del 2001 – il Dm 294/2000 viene sospeso dopo le dure contestazioni delle operatori. Dm 420/2001 – corregge e riscrive il Dm 294/2000. Dlgs 30/2004 – rimanda a provvedimenti successivi la definizione dei requisiti di qualificazione per gli operatori del restauro, in aggiunta a quelli previsti previsti dal Dpr 34/2000, e abroga la norma della Merloni in base alla quale erano stati emanati i Dm 294 e 420. Dpr 93/2004 che conferma la validità delle attestazioni Soa ottenute in base ai requisiti individuati dai Dm 294 e 420. Dlgs 42/2004 – la definizione dei requisiti dei restauratori è rinviata ad un successivo regolamento; intanto ad essi è riservata in esclusiva la progettazione e il restauro in OS2. Il decreto previsto dal Dlgs 30/2004 non è mai arrivato, anche a causa delle difficoltà di mediare tra le posizioni dei restauratori specializzati e delle imprese generiche. Per giunta anche il codice dei Beni Culturali prevede un successivo regolamento che fissi i requisiti dei restauratori. All’Autorità, il Ministero risponde difendendo la validità del Dm 294 finché non sarà completata la normativa, ma Rossi Brigante contesta la facoltà che il Dlgs 30 dà alle stazioni appaltanti di richiedere requisiti ulteriori rispetto alla Soa. Per la OS2 poi, si hanno due Dlgs (30/2004 e 42/2004) mai attuati e il Dm 294 è ritenuto valido dal Ministero. L’Autorità chiede quindi l’intervento del Parlamento per riordinare la materia.

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