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NORMATIVA

VIA: introdotta una fase di consultazione preventiva

di Rossella Calabrese

Parere degli enti locali sulla compatibilità ambientale. Nel testo unico novità anche per la Valutazione ambientale strategica

Vedi Aggiornamento del 02/11/2012
19/10/2005 - Il testo unico sulla Valutazione di impatto ambientale (Via) recentemente ultimato dalla Commissione di saggi e consegnato, insieme agli altri, al Ministero dell’Ambiente, apporterà modifiche alla procedura di Via. La bozza di Decreto Legislativo, ai sensi della legge delega ambientale 308/2004, prevede che le opere pubbliche siano sottoposte ad una ulteriore consultazione tra le amministrazioni per stabilire se siano soggette o no a procedura di Via. Il Testo unico ha lo scopo di riorganizzare in maniera organica la normativa sulla Via, a vent’anni dalla prima direttiva Ue (85/337/Ce) emanata su questa materia. Il decreto comprende anche la disciplina della Valutazione ambientale strategica (Vas) su piani e programmi di opere pubbliche e della prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento (IPPC). Importanti le novità introdotte dal Testo Unico. La Vas diventa obbligatoria per tutti i programmi infrastrutturali nei settori: agricoltura, foreste, pesca, energia, industria, trasporti, rifiuti, acque, telecomunicazioni, turismo e pianificazione territoriale. In alcuni casi è previsto che un’opera soggetta a Vas sia anche singolarmente sottoposta a successiva procedura di Via. Alla Via è aggiunta una fase preventiva, definita «fase introduttiva del procedimento», una sorta di consultazione preventiva tra l’amministrazione che propone l’opera e gli enti locali e le Regioni interessate. Gli enti locali devono esprimersi entro 60 giorni, in caso contrario si intende reso il giudizio di compatibilità ambientale. Praticamente, in caso di silenzio, l’Autorità competente (il testo non specifica quale sia, ma si suppone che si tratti del Ministero dell’Ambiente) considererà i pareri come espressi in senso positivo. Non è spiegato cosa succede invece nel caso in cui gli enti locali esprimano parere negativo: il capo di gabinetto dell’Ambiente, Paolo Togni chiarisce che il no di qualsiasi ente blocca l’opera. Restano invece da approfondire le problematiche derivanti dal dissenso espresso da uno solo dei Comuni interessati in contrasto con gli altri. La procedura si configura come un esame preventivo complessivo, non solo relativamente agli aspetti ambientali; esiste però il rischio che la procedura si sovrapponga alla conferenza di servizi, la quale può esprimersi sul «progetto preliminare al fine di indicare quali siano le condizioni per ottenere, sul progetto definitivo, le intese, i pareri, le concessioni, le autorizzazioni, le licenze, i nulla osta e gli assensi, comunque denominati, richiesti dalla normativa vigente» (articolo 14-bis della legge 241/1990). Lo stesso articolo, al comma 3, prevede il coordinamento con la procedura di Via per le opere pubbliche, della quale la conferenza è parte integrante. Il Wwf ha espresso critiche sull’esame preventivo, giudicandolo un escamotage per eludere i principi comunitari sulla Via, sull’accesso agli atti e sulla partecipazione. Il Wwf intravede una «sorta di progettazione contrattata senza alcuna trasparenza degli atti e delle procedure, concepita per vincolare il consenso di Regioni ed enti locali e annullare qualsiasi ripensamento». La bozza di decreto inizia ora l’iter per l’approvazione definitiva: un primo passaggio in Consiglio dei Ministri, il parere delle Commissioni parlamentari e della Conferenza Stato-Regioni. Visualizza i testi unici
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