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NORMATIVA

Beni culturali e paesaggistici: in arrivo il nuovo Codice

di Rossella Calabrese

Eliminato il silenzio-assenso, nuove modalità di gestione dei monumenti e corso di laurea per i restauratori

Vedi Aggiornamento del 08/11/2006
29/11/2005 - Dopo aver ottenuto il sì preliminare dal Consiglio dei Ministri il 18 novembre scorso, il provvedimento recante disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) si avvia a diventare operativo. Come previsto dall'art. 10, comma 4, della legge-delega 6 luglio 2002, n. 137, il provvedimento reca una serie di modifiche al Codice, che vanno dall’eliminazione della procedura di silenzio-assenso per i beni culturali e paesaggistici, alla previsione di una maggiore collaborazione tra Stato e Regioni nella redazione dei piani paesaggistici, a nuove regole per la gestione del patrimonio culturale. Novità anche per i percorsi formativi dei restauratori. Per quanto riguarda il paesaggio, le modifiche apportate alla parte terza del Codice prevedono che, pur essendo i piani paesaggistici di competenza delle Regioni, lo Stato collabori nella stesura; nelle verifiche di compatibilità paesaggistica, il parere della Soprintendenza diventa vincolante, mentre l’autorizzazione di compatibilità paesaggistica diventerà efficace dopo 20 giorni, e non più dopo 30 come previsto dalla normativa vigente. Sparisce dal Codice la possibilità di ricorrere al silenzio-assenso per i beni culturali e paesaggistici: questo procedimento è stato spesso utilizzato per la vendita dei beni demaniali, e comporta il rischio che vengano venduti immobili di pregio solo perché le soprintendenze non riescono a verificarne il valore culturale entro i termini di legge. Resta da vedere se l’eliminazione del silenzio-assenso sopravviverà all’iter che il ddl deve ancora compiere. Novità sono state introdotte anche per le modalità di gestione dei monumenti: sono previste la gestione diretta e la gestione indiretta. Quest’ultima consiste nell’affidamento diretto a soggetti giuridici costituiti o partecipati dalla pubblica amministrazione cui i beni pertengono. L’espressione “soggetti giuridici” sostituisce “istituzioni, fondazioni, associazioni, consorzi, società di capitali o altri soggetti” del Codice vigente. Inoltre, il contratto di servizio che regola i rapporti tra lo Stato, proprietario del bene, e l’affidatario, dovrà contenere in modo più dettagliato le attività di valorizzazione e le previsioni progettuali, nonché i tempi di attuazione. Relativamente alla formazione dei restauratori e all’insegnamento del restauro, le modifiche all’articolo 29 del Codice autorizzano la Fondazione per la conservazione e il restauro di Venaria Reale ad avviare, in via sperimentale, un corso di laurea magistrale. Il testo verrà ora sottoposto alla Conferenza Stato-Regioni ed alle Commissioni parlamentari.
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