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Testo unico ambiente: arriva il primo no dalle Regioni

di Rossella Calabrese

Confusione sul silenzio-assenso per la VIA; nuove classificazioni per i rifiuti

Vedi Aggiornamento del 30/01/2006
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30/11/2005 - Com’era prevedibile, visti i primi commenti espressi dai rappresentanti degli Enti locali, la Conferenza Stato-Regioni è orientata verso la bocciatura del nuovo testo unico in materia di ambiente. Le Regioni accusano nuovamente il Governo di aver disatteso all’impegno di coinvolgere le Amministrazioni locali nella stesura dei testi normativi; inoltre, ravvisano nel provvedimento la violazione di diverse direttive comunitarie e lo stravolgimento dell’assetto delle competenze. Per quanto riguarda i contenuti, le Regioni accusano il Governo di ridurre i livelli di tutela dell’ambiente e della salute pubblica e di indebolire le politiche ambientali. La bocciatura dunque è totale, per cui la commissione Ambiente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni non presenterà alcun emendamento ma respingerà in blocco il testo. Continua intanto la vicenda del silenzio-assenso sulla Valutazione di Impatto Ambientale: previsto dalla prima bozza di testo unico, era stato eliminato dopo le proteste delle associazioni ambientaliste, e sostituito dal silenzio-rifiuto. Ma pare che nel Consiglio dei Ministri del 18 novembre scorso sia ricomparso, salvo poi essere cancellato nel testo approvato. Il mistero sarà risolto solo al momento dell’approvazione definitiva. Le Regioni, fortemente preoccupate degli effetti che le nuove norme avranno sulla vita dei cittadini, hanno annunciato che organizzeranno incontri pubblici coinvolgendo Autonomie locali, associazioni ambientaliste e di volontariato, organizzazioni di categoria interessate e tutti i soggetti impegnati nella tutela dell’ambiente. Lo scopo è quello di “allargare il fronte di opposizione a questa manovra che invece di una riforma è una pura operazione di accentramento del potere da parte del Governo". Tornando ai contenuti del Testo Unico, è interessante per il settore edile la parte che riguarda la classificazione dei rifiuti. Il TU stabilisce che le materie prime seconde, se hanno fin dall’inizio le caratteristiche che le qualificano come tali, non sono mai soggette al regime dei rifiuti. Il testo rimanda ad un successivo regolamento che fissi le caratteristiche delle materie prime seconde e stabilisce che, nel frattempo, si applicano il DM 5 febbraio 1998 e il DM 12 giugno 2002 n. 161, relativi ai rifiuti non pericolosi e pericolosi. Il TU introduce la nozione di “sottoprodotto”: si tratta di materiali che pur non essendo il prodotto principale del ciclo produttivo, non sono residui ma prodotti secondari. Relativamente alle terre e rocce da scavo, il nuovo Codice, proseguendo sulla strada già tracciata dalla Legge 443 del 2001, stabilisce i requisiti in base ai quali tali materiali non sono classificati come rifiuti e non sottostanno quindi alla disciplina del decreto Ronchi. VISUALIZZA IL TESTO UNICO

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