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NORMATIVA

Adeguamento TU Enti locali: novità per città metropolitane

di Rossella Calabrese

Il decreto proposto da Pisanu approvato dal Consiglio dei Ministri

Vedi Aggiornamento del 04/01/2006
06/12/2005 - Il Consiglio dei Ministri del 2 dicembre scorso ha approvato uno schema di decreto legislativo che individua le funzioni fondamentali dei comuni, delle province e delle città metropolitane. Il provvedimento attua la delega conferita al Governo dalla legge n. 131 del 2003 che reca “Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale n. 3 del 18 ottobre 2001”. La legge n. 3 del 18 ottobre 2001 è quella che ha introdotto “Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione”. Al fine di adeguare a quest’ultima legge l’ordinamento oggi vigente in materia di enti locali, il Decreto legislativo licenziato dal Governo introduce appunto “Disposizioni correttive ed integrative al Testo Unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, relative all'individuazione delle funzioni fondamentali degli enti locali”. La novità principale riguarda le città metropolitane, esistenti sulla carta dal 1990 (furono istituite dalla legge 142/90) ma ancora non pienamente operative. Il nuovo testo prevede che la città metropolitana sia istituita su proposta del Comuni capoluogo e di quelli limitrofi. Dopo aver raccolto le osservazioni dei cittadini interessati, la proposta è sottoposta a Provincia e Regione che hanno 6 mesi di tempo per dare il loro parere. Successivamente la proposta va al Governo che la sottopone all’esame del Parlamento. Il nuovo ente, alternativo alla provincia, è guidato dal sindaco metropolitano, dalla giunta e dal consiglio. Lo Stato individua (ma non disciplina) le funzioni fondamentali degli enti locali; sono le Regioni che disciplinano le funzioni per le quali hanno la competenza. Lo schema di decreto legislativo approvato sarà ora sottoposto al Consiglio di Stato, alla Corte dei Conti, alla Conferenza unificata e alle commissioni parlamentari per i pareri. Contraria al provvedimento la Lega che lo ritiene in contrasto con la Costituzione; insoddisfatte anche le Province e i Comuni.
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