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NORMATIVA

Maggiore flessibilità sui livelli di progettazione

di Roberta Dragone

L’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici si esprime a favore dell’accorpamento delle fasi di sviluppo progettuale

Vedi Aggiornamento del 16/01/2006
29/12/2005 – “La legge non prescrive la redazione di tre distinti progetti, bensì di un solo progetto che necessariamente passa attraverso gradi successivi di approfondimento. I tre livelli di progettazione, pertanto, non vanno intesi come inderogabili ed autonomi adempimenti tecnico-amministrativi, rigidamente definiti nei contenuti e nella sequenza temporale, bensì come tappe significative di un unico processo identificativo e creativo, nelle quali si definiscono compiutamente particolari momenti del processo medesimo”. Dopo la determinazione n. 4 del 31 gennaio 2001, l’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici interviene nuovamente in materia di progettazione con la delibera n. 9 del 23 novembre 2005, nel tentativo di un superamento della rigida distinzione delle tre fasi di elaborazione progettuale (preliminare, definitiva ed esecutiva) istituita dalla Legge 109/94. Alla luce delle diverse successive modifiche alla legge 109/94 (in materia di progettazione particolarmente rilevante la legge 166/02) e dei diversi elementi di flessibilità introdotti da alcune Regioni, l’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici ritiene utile affrontare nuovamente il tema della progettazione integrando la determinazione n. 4/2001, nella quale ha già esaminato la possibilità per il RUP – responsabile unico del procedimento - di intervenire sui contenuti degli elaborati progettuali. La facoltà da riconoscere al RUP di intervenire anche sui livelli di progettazione – si legge nella delibera - non è da intendere come una soppressione bensì come una unificazione dei diversi livelli. Si tratta, comunque, di una facoltà circoscritta a casi particolari che non comportino una elevata complessità, dipendenti dalla tipologia, nonché dalla rilevanza economica dei lavori. A tal proposito la delibera rimanda all’art. 2 comma 1 del Dpr 554/99. Nei casi in cui sia riconosciuta al RUP la facoltà di unificare i livelli della progettazione, è necessario che le relative motivazioni siano riportate nel documento preliminare all’avvio della progettazione (DPR n. 554/99, art. 15, comma 5, lettera l) e sottoposte ad approvazione da parte della stazione appaltante. Nel caso di unificazione di due livelli di progettazione – sottolinea la delibera - il RUP deve assicurare che il livello di progettazione successivo assorba i contenuti principali ed essenziali del livello precedente, nei limiti indicati dallo stesso RUP. L’unificazione di più livelli di progettazione non può inoltre comportare il ridimensionamento dei contenuti del progetto esecutivo che costituisce la base per la materiale esecuzione dei contenuti dell’ultimo livello di progettazione posto a base di gara, tranne che nei casi espressamente indicati dalla normativa.

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