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PROGETTAZIONE

Verifica e validazione dei progetti di opere pubbliche

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Le principali novità introdotte dal nuovo regolamento

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21/12/2005 - La conferenza “La verifica e validazione dei progetti” tenutasi il 18-19-20 gennaio 2005 al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici -V Sezione - Ministero delle Infrastrutture e Trasporti - ( gli atti del convegno, compreso il regolamento, sono scaricabili al sito: www.infrastrutturetrasporti.it/consuplp) ha fatto il punto sull’attuale stato di questa specifica attività e di questo nuovo settore di mercato, alla luce della presentazione del nuovo schema di Regolamento sulle verifiche progettuali che eliminerebbe gli attuali articoli contenuti nel Dpr 554/99 ( artt.46,47,48,49). Si ritiene che possa essere approvato prima della fine della legislatura del 2006. La materia viene riorganizzata in un regolamento a parte con 16-18 articoli che ne delimitano coerentemente il campo di applicazione. Le prime novità sono rappresentate dai livelli di accreditamento possibili per gli organismi di ispezione abilitati alle verifiche con denominazione di tipo A, di Tipo B , e di Tipo C . Si intendono di tipo: - A organismi di parte terza in base alle norme EN ISO/IEC 17020 ( gli attuali ODI accreditati dal Sincert) sono circa 20 società; - B le Amministrazioni Pubbliche accreditate sia EN ISO/IEC 17020 o Uni EN ISO 9001/2000 funzionalmente all’importo dei lavori da verificare; - C le società di ingegneria, gli studi singoli o associati in tutte le forme previste con accreditamento EN ISO/IEC 17020 o Uni EN ISO 9001/2000 funzionalmente all’importo dei lavori da verificare. Sarà emanato un apposito regolamento tecnico che disciplinerà i livelli di accreditamento. Per quanto concerne gli importi al di sotto dell’importo di 1.000.000 euro non occorrono certificazioni di sorta per verificare i progetti. Al di sopra dei 20 milioni di euro occorre sempre, per tutti i tipi, l’accreditamento EN ISO/IEC 17020. Nella fascia intermedia da 5 milioni a 20 milioni almeno un sistema coerente con le norme UNI EN ISO 9001:2000. Sotto i 5 milioni almeno un “ sistema formalizzato attraverso procedure operative e manuali d’uso”. In ogni caso per un periodo di tre anni le Amministrazioni Pubbliche sono esentate da possedere un sistema di controllo interno. È inoltre ribadito, in caso di carenza di organico, l’affidamento esterno agli organismi di cui sopra, o l’affidamento del servizio ai sensi dell’art.19, comma 3 della legge 109/94 smi ad Amministrazioni Provinciali e Provveditorati. Per quanto concerne l’appalto dei servizi le regole sono quelle note del Dlgs 157/95 e eventualmente del Dlgs 158/95 ( settori speciali) . Al di sotto della soglia comunitaria e con l’ultima modifica (derivante dal recepimento tardivo di una direttiva europea) all’art. 17 , comma 12 della legge 109/94 smi si sono introdotti i principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e concorrenza di fatto eliminando la possibilità di ricorrere all’incarico fiduciario cosi’ come si era sempre fatto. Nel senso che la parola rimane all’interno del testo ma viene assolutamente svuotata di significato .L’Amministrazione si deve organizzare con una procedura in cui si qualificano i soggetti mediante ad esempio un curriculum , non generico ma bilanciato ad esempio per tipologie di opere e di minima, cioè contenente informazioni atte a non discriminare e a far partecipare più soggetti possibili dandone ampia pubblicità. A questo punto la scelta del soggetto deve superare la fiduciarietà della precedente regola. Quindi è necessario valutare i soggetti attraverso ad esempio, test, prove, colloqui in forma pubblica (non singolarmente soggetto per soggetto), ecc.. in modo da stabilire una graduatoria e assegnare il servizio al soggetto più idoneo secondo appunto determinati criteri che si sono stabiliti, noti e chiari per tutti. È evidente che questo impone alla Amministrazione e al Responsabile del Procedimento, anche per questa tipologia di incarichi un peso procedurale maggiore, ma non attuando una procedura secondo i noti principi introdotti sicuramente il livello di contenzioso salirà sicuramente tra i vari soggetti qualificati alle verifiche e le Amministrazioni Pubbliche. Per i servizi sopra soglia il meccanismo è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa in cui si dovranno attribuire pesi valutativi al prezzo, esperienze professionali, e caratteristica e modalità del servizio. Tralasciando il prezzo (con un punteggio da attribuire sicuramente molto basso), di fatto per tutti uguale dati i minimi tariffari , il peso maggiore lo dovrà avere sicuramente la modalità di espletamento del servizio rispetto alle esperienze professionali. Sebbene i criteri base metodologici per la fornitura del servizio siano regolate dalle norme EN ISO/IEC 17020 e dai Rapporti Tecnici ( RT 07-10) del Sincert oltre alle norme UNI specifiche, c’è ampio spazio per un organismo di ispezione di dimostrare la bontà della propria metodologia calzata proprio sul progetto posto a verifica. È sui criteri procedurali e medologici (concretezza dell’azione rispetto alle genericità dei principi delle norme), sul livello di integrazione ai compiti del RuP e ai meccanismi interni della Stazione Appaltante, sulla bassa interferenza nelle attività di progettazione e su molti altri fattori che si dovrebbe giocare effettivamente l’affidamento del servizio. Tra l’altro proprio il nuovo regolamento all’art.6 nelle disposizioni generali impone al RuP nella lettera e nel bando di invito di indicare le modalità e i criteri di verifica degli elaborati e di fornire lo Studio di Fattibilita e il Documento Preliminare alla Progettazione. Passando ai criteri delle verifiche il nuovo regolamento introduce molti concetti già presenti nella norma UNI 10722 inserendo, in ogni caso, ulteriori principi quali la leggibilità, coerenza e ripercorribilità , generando qualche confusione su compatibilià/conformità e affidabilità. In ogni caso l’esplicitazione delle azioni da effettuare erano presenti anche nella norma UNI 10722-3, qui vengono ribadite e dettagliate nell’art. 10 - Verifica della Documentazione - che migliora l’elenco attuale dell’art. 47 , comma 2, del Dpr 554/99. La validazione è atto formale che si realizza attraverso un documento specifico emesso dal RuP, che riporta gli esiti delle verifiche e fa esplicito riferimento (se l’affidamento è esterno) al rapporto finale emesso dell’organismo di ispezione, oltre alle controdeduzione del progettista. Il bando e la lettera di invito devono contenere gli estremi della validazione, il procedimento emerge e viene reso pubblico rispetto alla attuale applicazione della normativa. A cura di Massimo Capolla Vedi in allegato la versione integrale del testo
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